VI/ Quelli che… vanno via dal Pd

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I consiglieri municipali Giuliano Egidi, Luigi Tedeschi, Carlo Infante, Francesco Barreca e l’assessore Massimo Piccardi, nel municipio guidato dal presidente Palmieri hanno una cosa in comune: eletti nelle fila del Pd, oggi militano altrove. Infante, Barreca e Piccardi passano nel neonato gruppo dell’API fondato dall’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli, oggi impegnato a dar vita al terzo polo insieme a Gianfranco Fini. Egidi e Tedeschi passano rispettivamente al partito dell’Udc e dell’Idv. Evidentemente i giudizi di chi è restato nel Pd non sono molto lusinghieri nei loro confronti e qualche ex compagno o amico mugugna da tempo sulla loro fuga.

Spulciando nei loro curriculum e trascorsi politici risulta che il consigliere Tedeschi nell’ultima tornata  elettorale è stato il secondo per numero di voti tra gli eletti nelle fila del Pd e del suo disagio e travaglio politico non si ha traccia, neppure un accenno fra gli ex amici democratici. A seguire il dottor Giuliano Egidi, che di preferenze ne ha avute più di tutti. Lui è uno stimatissimo medico, che dopo aver ricoperto l’incarico di presidente del consiglio municipale, ha scelto l’Udc. Gli altri due consiglieri più l’assessore, hanno scelto un partito che sinora non ha mai affrontato il giudizio popolare. Si tratta di persone con un passato politico di partito.

Il giovane consigliere Carlo Infante è stato coordinatore del circolo Pd di Villa Gordiani e in precedenza segretario della sezione Ds. Insomma un passato di sinistra. Francesco Barreca, già consigliere nelle file dell’Ulivo nella scorsa consiliatura, questa volta è entrato a partita avviata dopo aver vinto un ricorso, è presidente della storica sezione soci della COOP di Largo Agosta. Infine l’assessore Massimo Piccardi, come Infante e Barreca proveniente dai Ds ed eletto per due consiliature con i Democratici di Sinistra e l’Ulivo, è stato anche uno dei fondatori del circolo Pd di Villa de Santis. Se fossimo nei panni dei dirigenti del Pd un po’ di autocritica sulla selezione di chi entra in lista la faremmo, ma siccome in quei panni non ci siamo possiamo dire che unica cosa certa è che oggi nel parlamentino del VI Municipio ci sono forze politiche che gli elettori non avevano voluto o addirittura partiti non ancora nati che hanno più eletti che elettori. Nessuno scandalo per carità, basta guardare alla Camera dove i deputati li comprano tanto al peso.

 

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