Aeroporto, Ciampino e Marino diffidano due ministri

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I sindaci di Ciampino, Walter Enrico Perandini, e di Marino, Adriano Palozzi, hanno inviato al ministro della Salute, a quello delle Infrastrutture e Trasporti e all'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (Enac) una richiesta di «emettere un provvedimento urgente di interruzione del danno accertato alla salute delle due cittadinanze, con diffida di rivolgersi alle competenti autorità giudiziarie in caso di silenzio e/o rifiuto entro venti giorni». L'atto dei sindaci, spiega una nota congiunta, si è reso necessario dopo l'inerzia delle istituzioni competenti a seguito della diffusione dei dati del monitoraggio sugli effetti della salute nei comuni limitrofi al secondo scalo di Roma, effettuato dal servizio epidemiologico della Asl Regionale, che ha accertato danni alla salute di oltre 14.000 cittadini dei due comuni correlando la causa alla eccessiva attività aeroportuale. I dati epidemiologici sono stati diffusi nel dicembre 2009 e già nei primi mesi del 2010, a seguito del mancato intervento del governo e di Enac, i due sindaci furono costretti a denunciare gli organi di governo competenti (le cui indagini sono ancora in corso) ottenendo, seppure con un anno di ritardo, la Conferenza dei Servizi presso la Regione Lazio per approvare la zonizzazione acustica dello scalo.
 
Lo scorso 1 luglio la Conferenza approvò a larga maggioranza la zonizzazione proposta da Arpa Lazio e dai Comuni di Ciampino, Marino e Roma che stabilì, dopo anni di discussioni con posizioni contrastanti tra enti locali e istituzioni aeroportuali, la necessità di ridurre sensibilmente il rumore prodotto dall'eccessiva attività aeroportuale (peraltro operativa senza il rispetto delle normative italiane ed europee che imponevano una Valutazione di Impatto Ambientale mai effettuata). A seguito dell'approvazione della zonizzazione, i due sindaci hanno invitato Enac e Governo ad attuare i provvedimenti di riduzione del rumore con effetto immediato, e non nei 3+5 anni previsti da alcuni decreti in materia, in modo tale da interrompere il danno alla salute in corso, a norma di quanto dettato dall'articolo 32 della Costituzione. «Invito non raccolto e anzi contraddetto – sostengono i Comuni – dal fatto che a partire dal 1 gennaio 2011 è scaduta l'ordinanza dell'ex ministro Bianchi di riduzione a 100 del limite massimo di voli low-cost giornalieri».

«Ancora una volta – affermano Perandini e Palozzi – siamo costretti a fare ciò che non avremmo voluto, ovvero diffidare due ministri. In qualità di sindaci siamo i responsabili della salute dei cittadini e non possiamo permettere che migliaia di essi paghino con malattie cardiovascolari e con l'aumento della pressione arteriosa, con tutto ciò che ne consegue, gli sbagli di chi non ha saputo gestire l'aeroporto nell'ultimo decennio. Confidiamo nel ministro della Salute – concludono i sindaci – affinchè prenda coscienza del problema e metta fine a questa emergenza, ribadendo che a nostro giudizio la salute dei cittadini debba essere sempre anteposta ad ogni interesse economico. Una soluzione immediata esiste e l'abbiamo sempre palesata, smontando anche tutte le obiezioni che sono pervenute: spostare da subito i voli in eccesso da Ciampino a Fiumicino».