Arsenico, anche Ariccia chiude i rubinetti

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Rubinetti chiusi per 12 mila abitanti di Ariccia, che per almeno tre mesi dovranno cucinare e lavarsi con l’acqua delle autobotti. E rifornirsi settimanalmente di acqua in bottiglia presso la sede della protezione civile locale. Il sindaco di Ariccia, Emilio Cianfanelli ha firmato ieri mattina l’ordinanza di non potabilità per otto quartieri ariccini dove la concentrazione di arsenico è compresa tra i 3,5 e i 14,8 microgrammi litro rispetto al limite di legge di 10 mg.  L’approvvigionamento idrico interesserà quindi il centro storico, Vallericcia, Nocchienti, Ginestreto, Fontana di Papa, Montagnello e Piani di Santa Maria. In pratica tutta la città tranne le zone di Galloro e Villa Ferraioli.

Ci saranno sei serbatoi che verranno riforniti attraverso le autobotti Acea. «Adesso il problema è logistico e organizzativo – ha detto Cianfanelli – perché dobbiamo garantire anche l’acqua in bottiglia oltre a quella nei serbatoi, che servirà per cucinare minestre, tisane e cibo cotto in acqua. Garantiremo anche la fornitura di due litri d’acqua al giorno per persona oltre alla fornitura nelle scuole. Quest’operazione sarà coordinata dalla protezione civile». Ciò significa che Acea dovrà distribuire, in tre mesi, circa due milioni di litri di acqua per far fronte all’emergenza. Il primo cittadino di Ariccia ha poi garantito che l’ordinanza sarà diffusa nelle prossime ore sul sito istituzionale e con manifesti diffusi per la città.

«Certamente è una grande spesa per il gestore idrico – ha aggiunto il sindaco –, ma forse proprio per questo sono sicuro che Acea terminerà presto i lavori calenderizzati, come l’intervento alla condotta che parte dagli impianti sportivi di Cecchina fino al serbatorio di Ginestreto. E già a metà settimana avremo un abbattimento di arsenico al pozzo nel quartiere di Monte Gentile». Intanto il sindaco di Albano non rimane a braccia conserte dopo aver emesso l’ordinanza. «A Pavona si sta lavorando alacremente, insieme all’Acea Ato 2, per completare l’allaccio tra Santa Palomba e l’acqua di Roma – ha detto Nicola Marini – che permetterà di rientrare nei parametri di legge nel giro di pochi mesi».