Roma, quotidiana strage di alberi

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Non passa giorno che perqualche ragione più omeno misteriosa qualche albero romano diventa legna da ardere. Secondo il“Rapporto Osserva saluteAree metropolitane 2010”, dell'Osservatorio nazionale per la salute nelle Regioni italiane dell'Università Cattolica di Roma, la Città eterna è, dopo Oslo, quella che ha più spazi averde per cittadino, con 131 metri a persona controla media nazionale di 93,6. Ma a Roma ci sono pure707 ogni 1000 abitanti, un non invidiabile primato che costa sia in termini economici che di salute, ma nato dalla necessità di muoversi in un’area doppia di quella di Milano e mal servita dai mezzi pubblici.

Curioso allora, sentire ogni giorno i cittadini che da più parti denunciano l’abbattimento di alberi, anche storici. I motivi sono tanti e si va dalla pianta malata alla costruzione di parcheggi sotterranei,come quelli del piano Pup,che da via Giulia a via Albalonga, infliggono ferite profonde al delicato assesto idrogeologico e paesaggistico romano. L’ultima “strage di alberi” è stata denunciata dai cittadini di viale Giulio Agricola, in Municipio X, dove13 platani sono stati già abbattuti, lasciando un ampio spazio vuoto, primo di quei tre lotti su cui si realizzeranno i parcheggiinterrati su due piani. Il taglio degli alberi fu «un attacco a sorpresa», per quelli di "Salviamo Giulio Agricola", pronti a scendere in piazza per difendere i 50 alberi rimasti, dalle motoseghe della Ecopark Srl (102 posti auto a rotazione e 108 box in due lotti) e del consorzio Ascogen (109 box nel terzo).

A breve, con le nuove indagini archeologiche, inizierà anche la battaglia dei cittadini per bloccare queiparcheggi sulla cui contrarietà si espresse tempo fa con una mozione, ancheil gruppo Consiliare delPdL X municipio.«Roma è una città in cuimanca un regolamento peril verde urbano», dice Antimo Palumbo,  scrittore estorico degli alberi, animatore dell’associazione “Respiro verde”. «Gli alberi in città ci danno ossigeno, eliminano l’anidride carbonica, mantengono il clima più fresco, rimuovono lo smog e le polveri sottili specie nei centri storici, sono barriere contro il rumore del traffico cittadino e rendono la città più vivibile.

 

Maurizio ceccaioni