Vita da principe in esilio ad Anzio

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Un pezzo di storia libica ad Anzio. Si tratta di Hashem El Senussi, 62 anni, da numerosi anni cittadino anziate, ma soprattutto uno dei nipoti di re Idris, ovvero il massimo rappresentante della storica famiglia reale che il colonnello Gheddafi esiliò nel 1969. In un momento così convulso per il popolo libico, El Senussi ha provato a raccontare l’attuale crisi della Libia, ipotizzando allo stesso tempo gli eventuali scenari del post Gheddafi.

Principe, cosa succede esattamente in Libia? «Si tratta degli ultimi fuochi di un regime ormai al collasso, al quale il popolo libico sta opponendo una dura reazione».

Si tratta veramente di unarivolta a carattere popolare, attraverso la quale la Libiasi appresta a vivere una svolta epocale? «Si, mi sento di escludere interessi dietro la sommossa, anche perché di solito ad un potere repressivo segue sempre un colpo di stato. Invece questa volta è stato il popolo a manifestare con forza il proprio dissenso ad una dittatura feroce».

Qual è stato il suo rapportocon il colonnello Gheddafi? «Non ho avuto modo di conoscerlo personalmente, anche se a lui sono grato per avermi concesso la possibilità di andare in esilio, un evento difficilmente riscontrabile».

Le ultime dichiarazioni minacciose del colonnello costituiscono un reale pericolo per il mondo europeo? «Lo escludo. Si tratta degli ultimi tentativi sterili da parte di un dittatore di incutere timore nell’opinione pubblica internazionale. Il vantaggio dell’era moderna è che le nuove generazioni attraverso internet sono informate e anche per questo la rivoluzione è partita dal basso».

 

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