Operazione \”Hummer\”: sequestrati all\’Ndrangheta ben per 40 milioni

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Che le infiltrazioni della ‘ndrangheta’ a Roma siano ormai capillarmente diffuse in tutto il tessuto economico della capitale e della sua provincia, non solo è cosa nota ma denunciata da più parti negli ultimi anni. A riprova il duro colpo inflitto ieri nel corso dell’operazione che ha visto impegnati, sin alle prime ore dell’alba, circa 200 finanzieri su tutto il territorio nazionale, per l’esecuzione di una imponente operazione antimafia, denominata “Hummer”  che ha portato al sequestro di ingenti patrimoni ritenuti riconducibili ad esponenti della ‘ndrangheta calabrese ed in particolare del “clan Muto” di Cetraro (CS).

Un clan particolarmente attivo sulla costiera cosentina ed implicato in innumerevoli traffici, tanto che il suo capo, ufficialmente infermiere presso il locale ospedale, è stato soprannominato il re del pesce per il ferreo controllo esercitato soprattutto sui porti litoranei. Ma il nome del clan balzò anche all’onore delle cronache per la nave dei veleni, quel cargo che sarebbe stato affondato dalle ‘ndrine’ proprio al largo di quelle coste con il suo carico di rifiuti tossici, circostanza quest’ultima mai accertata. L’operazione di ieri è stata condotta dal G.I.C.O. del Nucleo di polizia tributaria di Roma della Guardia di Finanza e coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, nelle persone del Procuratore Aggiunto Giancarlo Capaldo e del Sostituto Procuratore Maria Cristina Palaia e rappresenta l’esito finale dell’applicazione di una misura di prevenzione patrimoniale nei confronti di una persona, ritenuta contigua al “clan Muto”, per conto del quale ha investito ingenti capitali, in misura rilevante a Roma e provincia, per acquisire   beni mobili, immobili e partecipazioni societarie, formalmente intestati a familiari e ad alcuni prestanome.  

Nella rete è caduto un soggetto che si è reso responsabile di una serie di reati quali usura, bancarotta fraudolenta, truffa aggravata. Questi aveva costituito numerose società, il cui capitale sociale è stato messo sotto sequestro, quasi tutte con sede a Roma ed a lui riconducibili, anche se formalmente di proprietà di soggetti diversi. Ad insospettire i militari il suo alto tenore di vita non corrispondente al reddito accertato. Di qui la misura di prevenzione nei suoi confronti, poiché le indagini hanno consentito di accertare che le risorse utilizzate per l’acquisizione di tali patrimoni provenivano da attività di tipo mafioso.

L’operazione ha investito le Regioni Lazio, Calabria, Basilicata e Toscana ed ha consentito di pervenire al sequestro di 11 fabbricati, 12 terreni, quote di partecipazione in 18 società, 2 aziende, 9 autovetture di lusso, 1 aliscafo, 1 imbarcazione e numerosi rapporti bancari, per ammontare complessivo di oltre 40 milioni di euro. Di particolare rilievo una villa di pregio costituita da 2 unità immobiliari ed annessa piscina in Roma; un centro sportivo a Trigoria; autovetture Ferrari, Hummer e Porsche; un villaggio turistico ubicato a S. Nicola Arcella (CS), costituito da 34 unità immobiliari, impianti sportivi e concessione di tratto di spiaggia.  Oltre ai sequestri la D.D.A. di Roma ha proposto al tribunale capitolino per l’indagato anche l’applicazione della Sorveglianza Speciale di P S 3 anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Roma. 

 

GL