Il lungo tunnel della politica frascatana

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La fine del tunnel? Lontana. Non si scorge luce. Ma la questione riguarda sia il centrodestra che il centrosinistra. Trascinati dall’incertezza che regna sovrana a livello nazionale, i due schieramenti frascatani (il terzo polo all’ombra del Tuscolo, al più, balbetta) hanno belle gatte da pelare. In casa del centrosinistra domina sempre lo scontro tra sindaco Di Tommaso e Pd, sostanzialmente per “colpa” di Franco Posa.

Il primo cittadino continua a cercare una soluzione in grado di soddisfare le aspettative dell’ex sindaco e suo amico senza però entrare in chiara e definitiva rotta di collisione con quello che, sulla carta, resta il suo partito. L’ipotesi di fare spazio in Giunta sostituendo un esponente del Pd (ed il nome più gettonato è sempre stato quello di Danda Tavani) ha fatto spazio, in questi ultimi giorni, ad una alternativa che Di Tommaso cerca a percorrere fino in fondo. Senza toccare la Tavani, evitando quindi anche un eventuale ricorso al Tar per il “tradimento” della quota rosa, il sindaco avrebbe ventilato all’assessore al Bilancio Damiano Morelli (Frascati a sinistra) la possibilità di accettare di buon grado la surroga in Giunta (facendo magari posto al “posiano” Gianpaolo Senzacqua) in cambio della presidenza della multiservizi comunale, la Sts.

Una proposta per il momento rifiutata anche a livello sovra comunale, ma attorno alla quale si continua a lavorare. La minoranza, di contro, è scossa dai tremori interni al Pdl ma anche da una nuova presa di distanze di Progetto Frascati. Tra i berlusconiani tiene banco non solo la costituzione di un vero e proprio “Pdl 2” targato Mirko Fiasco (e con sé Fiasco, tra gli altri, ha portato anche gli ex adottiani Giuseppe Privitera, consigliere comunale, e Massimo Gazzaneo) ma anche un certo serpeggiante malcontento generato dalla formalizzazione del famoso “direttivo a 20” (ideato dal buonista Simone Carboni in veste di moderatore della causa) nel quale hanno trovato posto anche esponenti, come ad esempio Claudio Cerroni e Maria Cristina Trinca, che alle ultime elezioni non hanno corso nelle file del partito. Un Pdl che perde pezzi dentro e sponde esterne, un centrosinistra dilaniato dalla diatriba fratricida. Frascati resta a guardare.

 

Marco Caroni