Fiumicino, verrà bonificata la sabbia tossica

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Dopo anni di battaglie e di manifestazioni e dopo tre denunce alla Procura di Civitavecchia, finalmente la Raffineria di Roma, l’azienda che da decenni opera a Fiumicino, provvederà alla bonifica di oltre 3mila metri cubi di sabbia inquinata. Si tratta delle sabbie tossiche e intrise di idrocarburi stoccate nel deposito di via della Pesca, nella spiaggia estesa su circa un ettaro delle ex suorine. E’ il primo importante risultato dell’impegno di Claudio Cutolo, capogruppo al Comune di Fiumicino di Italia dei valori, che nel 2004 presentò un primo esposto.

All’epoca la Procura intimò alla Raffineria, attiva nel comune costiero da oltre quarant’anni, di effettuare la bo- nifica delle sabbie attraverso un apposito lavaggio e trattamento dei materiali così inquinati. Nel frattempo, nella zona si erano registrati un numero preoccupante di casi di leucemia e di gravi patologie ematiche, tra cui anche un innalzamento del picco delle anemie di donne incinte, che avevano indotto i residenti a pensare agli effetti nocivi di tutta quell’enorme quantità di fango sulla popolazione. Tornando alla bonifica delle sabbie, la società individuò una ditta della Valle d’Aosta che effettuava il lavaggio ma questo non  fu portato a termine in quanto le procedure non erano compatibili con la normativa vigente nel Lazio. La Regione non rilasciò l’autorizzazione, per cui si accumularono ulteriori ritardi, mentre le sabbie hanno continuato a contaminare l’ambiente. Oggi la questione è stata risolta: è stata individuata una ditta che opera compatibilmente con le procedure previste dalle leggi regionali e quindi la rena sarà pulita. Rimane però il problema dell’intera bonifica dell’area.

«Non basta la bonifica delle sabbie: occorre ripulire e ripristinare lo stato dei luoghi resti- tuendoli alla cittadinanza», sottolinea Cutolo. «Occorre», prosegue il consigliere comunale, «che sia rispettato l’accordo firmato tra Amministrazione e Raffineria che prevedeva il ripristino dell’intera area. La zona è estesa: sotto le vasche di decantazione si sono formati fanghi  di acqua mista e idrocarburi proveniente dal la- vaggio delle cisterne delle navi che scaricavano carburanti nei pressi delle due piattaforme collocate di fronte la costa dell’Isola Sacra. Non intendiamo fermarci di fronte all’assicurazione di pulizia delle sabbie ma chiediamo il ripristino della spiaggia, che adesso è completamente abbandonata». 

E l’Amministrazione? «Mentre tutti aspettano la costruzione del porto commerciale, che probabilmente non si farà perché mancano i finanziamenti, nessuno fa nulla. L’ex assessore all’Ambiente Pasquale Proietti aveva iniziato a lavorare in questa direzione, poi ha lasciato l’incarico, cui è seguito un anno di vacanza. Adesso c’è il nuovo assessore, Gino Percoco, ma sembra si dimetterà anche lui. Io andrò avanti: c’è bisogno di fare  chiarezza e stabilire se la presenza per anni di materiale inquinante sia stata la causa delle numerosi morti per cancro e leucemia che si sono verificate nella zona antistante la spiaggia delle ex suorine. E verificare il processo di bonifica della falda acquifera che corre sotto le vasche, dove si sono create sacche di idrocarburi», conclude Cutolo. 

 

Maria Grazia  Stella