Atac, DeLuca: Alemanno ci ripensa, no alla privatizzazione

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La sera del 10 marzo, per far rientrare lo sciopero dei trasporti di otto ore annunciato dai Sindacati, Alemanno, con l’Assessore ai trasporti e senza la presenza di Atac, firmano un verbale di accordo con i sindacati (Cgil, Cisl, Uil Ugl) in cui si rimangia la delibera sulla privatizzazione di Atac e si impegna a rinnovare l’affidamento diretto in house ad Atac alla scadenza del contratto. Ma per il  Consigliere Athos De Luca, membro della Commissione Trasporti, l'Azienda viene  così completamente scavalcata e deligittimata A questo punto è però necessariio che il sindaco ritiri  anche la delibera n. 67 del 17 dicembre 2010 sulla privatizzazione di Atac già all’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

Resta singolare la modalità con cui il Sindaco affronta problemi così delicati per il futuro dell’Azienda, risolti con un accordo sindacale siglato a tarda sera prima di uno sciopero, mentre fino al giorno prima Alemanno aveva sostenuto la necessità di privatizzare il 40% di Atac.Ma De Luca segnala un'altra anomaliaall’interno della nuova macrostruttura di ATAC, approvata dall’AD Basile Qui figurano le nomine dei nuovi capi degli stabilimenti di Acilia, Tor Pagnotta, Collatina, Tor Sapienza e Tor Vergata, dirigenti ai quali spetta la resposabilità per il buon funzionamento dell’esercizio, delle manutenzioni, dei depositi e del personale. Per questo, davanti al nome di tutti i nuovi responsabili di stabilimento figura il titolo di ingegnere, ma sul possesso di questo titolo accademico, da parte dei nuovi capi stabilimento, ci sono molti dubbi. Per questo  De Luca ha rivolto una interrogazione urgente al Sindaco per sapere “se il titolo accademico è obbligatorio per questi incarichi, e in caso contrario, se tutti coloro che se ne fregiano, nelle comunicazioni ufficiali dell’azienda, ne sono in possesso.”

E si augura  che "eventuali titoli accademici “abusivi” non siano il frutto di una lottizzazione degli incarichi, a prescindere dal merito delle persone." Visti i precedenti dubitare licet. Sempre in tema di trasporti il PD picchia duro e questa volta ci pensa il consigliere Massimiliano Valeriani per il quale l'ultima "follia" di Alemanno sul versante della mobilità è arrivata  quando mercoledì nella conferenza di servizi sul prolungamento della Metro A fino a Tor Vergata, il Campidoglio ha proposto di passare dalla costruzione di una metropolitana a quella di una tranvia di superficie. «Insomma, la stessa differenza che esiste fra una biga e un razzo.» Per Valeriani sul versante della realizzazione di una moderna rete di metropolitane, pare proprio che questa amministrazione continui a non avere le idee chiare e ad accumulare ritardi. A riprova il fatto che  ancora non si sa  quando finirà la costruzione della metro C.