Falsi permessi di soggiorno: 6 arresti

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Avevano messo in piedi una vera e propria struttura ben articolata finalizzata ad ottenere false regolarizzazioni a colf e badanti disposti a pagare fino a 5000 euro.

Una delle menti dell'organizzazione è un avvocato radiato dall'albo, romano di 61 anni, che spesso figurava come datore di lavoro degli immigrati, firmando anche documenti come avvocato. Oppure il finto contratto di lavoro veniva firmato, come accertato, da persone decedute. Tra i suoi complici anche O. S., romano di 57 anni, che reperiva la documentazione per richiedere la regolarizzazione: cessione di fabbricato, idoneità abitativa e individuazione del datore di lavoro.

L'organizzazione aveva fornito permessi di soggiorno a circa 200 immigrati, per lo più bengalesi, egiziani, pachistani e indiani. Le indagini sono scattate a gennaio del 2010, dopo che gli agenti hanno intercettato un modulo irregolare presentato ad un commissariato. Nel corso delle perquisizioni, effettuate dagli agenti del commissariato Viminale, sono stati sequestrati anche numerosi documenti usati negli uffici di polizia per la cessione di fabbricati e per l'avvio delle procedure di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari. Nel corso dell'operazione sono finiti ai domiciliari anche quattro bengalesi, che avevano invece il ruolo di intermediari, mettevano cioè in contatto gli immigrati con i due capi dell'organizzazione. Ai 6 arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, al falso e alla sostituzione di persona, si aggiungono oltre 70 indagati come finti datori di lavoro, intermediari, e professionisti del settore. 

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