La sorte di D’Annibale resta appesa a un filo

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E' sembrato incredibile che nella roccaforte "rossa" di Genzano, il sindaco uscente Ercolani debba finire al ballottaggio quasi alla pari con il suo competitor Gabbarini. La verità è che le divisioni della sinistra, come confermano i casi di Tivoli e Guidonia, creano guai infiniti. Ma il caso di Genzano presenta delle sue anomalie perché la destra non ha prevalso e Gabbarini non è il candidato del Pdl, bensì di un'altra fazione della sinistra. La storia comincia da lontano quando l'anno scorso alcuni assessori si dimisero dalla giunta Ercolani e parte del Pd, guidata da D'Annibale e Romagnoli, invocò a gran voce le primarie per l'indicazione del futuro sindaco. Soluzione che avrebbe rappresentato un atto di sfiducia nei confronti di Ercolani che, per regola non scritta, avrebbe dovuto ricandidarsi.

Da quel momento il fuoco amico nei suoi confronti si è intensificato sino a quando la fazione di D'Annibale ha decisamente optato per il suo attuale competitor. Tanto che venerdì scorso alla manifestazione di chiusura per la campagna elettorale in piazza Frasconi, D’Annibale, consigliere regionale del Pd si badi bene, saliva sul palco insieme a Rutelli dell’Api a sostegno di Flavio Gabbarini. «Questo atteggiamento arrogante – tuonarono allora Ponzo e Astorre – pone D’Annibale, di fatto, politicamente fuori dal Partito Democratico». Seguiva la notizia che Tonino era stato deferito agli "organi statutari preposti" del partito che proprio in questi giorni dovranno decidere la sorte politica del consigliere. I due esponenti Democratici aggiungevano in quel comunicato: «nel Partito si sta perché se ne condividono i valori, i progetti e se ne accettano, in particolare, le regole statutarie.

L’idea che basta essere in minoranza nella discussione interna per pensare che si possa lavorare contro e per far vincere la destra è un’aberrazione che fa male al Partito stesso e alla sua storia, specie in una città dalla storica e solida tradizione democratica e progressista come Genzano». Storie di provincia, dirà qualcuno, rivalità e rancori di campanile, ma resta il fatto che nella diaspora del Pd e nella personalizzazione dei conflitti c'è sempre qualcuno che è disposto a far del male al partito che l'ha addirittura fatto eleggere alla Pisana e prima gli ha fatto ottenere incarichi di direzione in società regionali. Magari per ottenere qualche premio da Gabbarini nel caso dovesse prevalere. Comunque vada a finire nella rossa Genzano la ferità a sinistra rimarrà aperta per lungo tempo. Intanto per il ballottaggio prosegue la guerra fra incontri segreti dei ras locali che sostengono, anche non apertamente, le posizioni dei Dannibaliani e mezzi accordi che fanno più parte dell'intrigo politico che del giudizio sull'Amministrazione uscente.

gl 

 

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