Lavoratori senza soldi Città invasa dai rifiuti

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Strade sporche, cassonetti ricolmi, raccolta porta a porta che non viene effettuata. Questa la fotografia di Pomezia negli ultimi tre giorni, ovvero da quando i lavoratori del Consorzio Nazionale dei Servizi, formato dalla “Aimeri” e dalla “Formula Ambiente” – le società appaltatrici del servizio di raccolta dei rifiuti urbani – hanno ricevuto un fax attraverso il quale le ditte comunicano la loro impossibilità a effettuare il pagamento degli stipendi del mese di maggio a causa dell’insolvenza da parte dell’Amministrazione comunale. Niente soldi, niente lavoro, hanno quindi pensato i dipendenti, che dal 15 giugno (il fax era stato ricevuto nel pomeriggio del 14) hanno dissotterrato l’ascia di guerra e, non avendo il tempo di organizzare un vero e proprio sciopero, hanno deciso di effettuare altre forme di protesta, come la malattia epidemica improvvisa, l’incursione del 16 giugno nel corso del Consiglio comunale, lo svolgimento centellinato dei propri compiti. A nulla sono valse le rassicurazioni del sindaco De Fusco, il quale nel corso dell’Assemblea aveva dichiarato che il pagamento era stato già effettuato, visto che la mattina dopo la situazione delle strade appariva ancora peggiore.

Le due ditte hanno infatti smentito l’avvenuto bonifico, tornando in piazza Indipendenza a reclamare il dovuto e informando nuovamente i dipendenti di non riuscire più a far fronte al pagamento delle loro retribuzioni se da parte del Comune non dovessero arrivare i corrispettivi. La situazione debitoria dell’Amministrazione comunale nei confronti della “Aimeri” e della “Formula Ambiente” è sicuramente pesante, ma quello che il Consorzio Nazionale dei Servizi attualmente chiede è almeno il saldo della rata corrente, con la quale potrà far fronte alle necessità dei lavoratori, che finora erano stati sempre pagati puntualmente anche grazie alle anticipazioni del Consorzio stesso. Ma alle accuse dei lavoratori e delle società risponde direttamente il primo cittadino, che riprende il comportamento poco professionale del Consorzio.

«Non è pensabile che una società di queste dimensioni blocchi i pagamenti degli stipendi ai dipendenti mettendo in grave difficoltà madri e padri di famiglia, l’Amministrazione comunale e l’intera cittadinanza. Il mandato di pagamento esecutivo da parte dell’Amministrazione comunale è partito tre giorni fa, ma stamattina si è verificato un problema nel sistema informatico della banca che ha causato un ulteriore ritardo nei pagamenti. Questo non giustifica il comportamento della società che ha in appalto la raccolta rifiuti e che non può nascondersi dietro la giustificazione dell’assenteismo dei dipendenti. Se i lavoratori si assentano dal lavoro per malattia la società è obbligata a ricorrere a supporti esterni perché una città come Pomezia non può permettersi di rimanere sporca per giorni a causa delle inadempienze del Consorzio. L’emergenza di questi giorni è in via di risoluzione, ma vista la situazione, la scarsa garanzia della società rispetto al rapporto con i dipendenti, vista l’inefficienza del servizio e le gravi inadempienze stiamo valutando l’ipotesi di rescissione contrattuale o comunque dell’attivazione di un servizio parallelo che vada in sostegno di quei servizi che la società attualmente in appalto non riesce a coprire». Di chiunque sia la colpa, a pagare sono, come al solito, i lavoratori – che ad oggi non sanno con certezza quando potranno contare sul loro stipendio – e i cittadini, circondati dai rifiuti e ammorbati dal cattivo odore.

Maria Corrao