Una squadra speciale per la legge sulle cave

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Tre tecnici si occuperanno di studiare eventuali modifiche alla Legge regionale (la 168) sulle attività estrattive. La decisione è arrivata l’altro pomeriggio dopo un incontro alla Pisana tra il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis, contrario al prolungamento della proroga, e la presidente Renata Polverini. La discussione dell’atto, controverso, è stata di nuovo rimandata. Decine di emendamenti presentati e, evidentemente,  prima è necessario “rivalutare” ancora una volta la situazione. Intanto Rubeis oggi terrà un’assemblea pubblica a Villalba, alle 17.30 in piazza Caduti sul lavoro. Un incontro-confronto per  spiegare le ragioni della sua richiesta di modifica della legge che allunga (portandole a 15 anni) le proroghe a tutte le attività estrattive del Lazio.

«Nel quartiere – insiste il primo cittadino – da 10 anni è in atto la subsidenza,  un fenomeno di dissesto disastroso del sottosuolo che ha già provocato la inagibilità di centinaia di immobili e costretto centinaia di famiglie in alloggi di fortuna. La subsidenza, lo dicono decine di studi, è da mettere in stretta correlazione con le attività estrattive che ne sono la “la causa preminente”, con l’emungimento in falda dell’acqua termale ormai necessario ad alimentare le Terme tiburtine. Quella è dunque un’area particolare, in cui le imprese che vi operano non possono essere equiparate ad altre che pure la legge va a regolamentare. Da qui la mia richiesta di una deroga per l’area sanitaria di Villalba, alla quale da oggi lavorano tre tecnici individuati nel tavolo regionale convocato ieri dal presidente della Regione Renata Polverini nel tentativo di uscire dall’impasse. Non perdo di vista una soluzione compatibile tra lavoro, impresa e ambiente, come anche il diritto alla casa di 16mila persone che abitano il quartiere. Credo – ha concluso il sindaco – che le istanze del territorio che rappresento siano state recepite dal presidente della Regione Renata Polverini che ha capito la singolarità del problema e che ringrazio». 

 Adriana Aniballi