Magliana, lo sgombero mediatico dei rom

0
29

Riflettori puntati questa mattina sullo sgombero del campo rom abusivo di via Marchetti, alla Magliana. In prima fila il sindaco, Gianni Alemanno, l’assessore comunale alle politiche sociali, Sveva Belviso, e il presidente della Commissione capitolina Sicurezza, Fabrizio Santori. L'insediamento, abitato da circa 100 persone, per la maggior parte di origine bosniaca, sarà completamente smantellato entro questa notte. Una perfetta operazione mediatica, efficace ed illusoria come solo la pubblicità sa essere.

Una rappresentazione che prova a riportare dietro le quinte il fallimento delle politiche sulla sicurezza, nuovamente sotto gli occhi di tutti dopo i sei omicidi nel giro di dieci giorni e l’ennesima violenza di gruppo ai danni di una minorenne. E che tenta di arrestare il vistoso calo di consensi scegliendo bersagli facili, facendo la voce grossa coi più deboli.

«Con questo siamo arrivati al 164esimo sgombero in due mesi – ha annunciato ai media il sindaco Alemanno – Questo era uno dei micro campi più grandi, abbiamo demolito le baracche e portato i servizi sociali. Ora ci sarà un presidio di Polizia per evitare che si ricrei un insediamento». «Era un campo nomadi tollerato da vent'anni di circa 100-150 persone. Finalmente siamo riusciti a sgomberarlo» ha poi spiegato il sindaco di Roma a "Nove in punto, la versione di Oscar", la trasmissione radiofonica condotta da Oscar Giannino su Radio24.

Critico il coordinatore del Forum Immigrazione del Pd di Roma, Sergio Gaudio: «La spettacolarizzazione degli sgomberi porta il Comune a farlo diventare un appuntamento, tra gli eventi in pasto ai media. Non solo, si racconta che il campo di Marchetti esiste da 20 anni, mentre su quella collina, quando arrivò Alemanno, non c'era nessuno, poiché le persone vennero sistemate nel campo di via Candoni. È dunque solo grazie alle politiche scellerate degli sgomberi che quel campo si è formato». «Rendiamo noto – ha proseguito Gaudio – che tutte le persone all'interno del campo erano rifugiati, con regolare permesso e che una di queste famiglie aveva 14 figli, con i figli che andavano a scuola e uno dei quali disabile, ma che anche questa persona è stata mandata per strada. Troviamo scandalosa la discrezionalità con cui vengono effettuate queste operazioni». «Si sono spesi 30 milioni di euro – ha quindi concluso – non è stato avviato alcun progetto, nessun nuovo campo è stato costruito. Questa amministrazione sta dilapidando un patrimonio enorme, e vorremmo sapere come sono stati spesi, nel pieno disprezzo dei soldi comuni e dei diritti fondamentali delle persone, spettacolarizzando a fine di propaganda anche le proprie miserie».