Subsidenze, spuntano nuovi casi

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Nuovi sopralluoghi chiesti dai residenti nel bacino sanitario di Villalba nelle proprie case. Gli abitanti dell’area denunciano la presenza di crepe e la lista degli edifici lesionati nell’area potrebbe essere destinata ad aumentare. E tutto questo mentre il Consiglio regionale si appresta domani a discutere per la terza volta l’ormai famosa quanto famigerata proposta di legge numero 168 del 2011. Quella su cave e torbiere,  che allunga i tempi delle attività estrattive. Nelle due occasioni precedenti alla Pisana il via libera al provvedimento si è arrestato. Una battaglia che si sta trascinando da settimane e che vede da un lato schierato il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis contrario al prolungamento della proroga, e dall’altra imprenditori e lavoratori del settore. L’indotto è notevole. Sotto la lente l’abbassamento della falda sotterranea, che provoca lesioni strutturali agli edifici a opera dell’attività estrattiva.

Da dieci anni, forse più, il fenomeno della subsidenza interessa proprio quei territori. Venerdì scorso il primo cittadino ha voluto incontrare di persona i residenti del bacino sanitario di Villalba, alcuni dei quali ancora fuori casa per via dei lavori di consolidamento in ritardo e mai partiti, e in attesa dei contributi promessi. Proprio per fare valere i propri diritti gli abitanti del quartiere qualche mese fa organizzarono una manifestazione di protesta. Il faccia a faccia è stato più movimentato del solito. La tensione lì è alta. E tra residenti sul piede di guerra, che da anni aspettano di vedere una soluzione al problema, e cavatori, che temono di perdere il posto di lavoro, Rubeis ha ribadito quanto già affermato in più occasioni. «Colpa delle cave  e dell’emungimento delle falde acquifere se le loro case sono lesionate ed è pronto a costituirsi parte civile se la legge mercoledì passerà».  

Ma di cosa tratta l’atto in discussione in Consiglio regionale? L’iter è lungo. A dicembre 2004 dalla Pisana via libera  alla legge numero 17 per regolamentare le cave. In assenza di regole certe gli imprenditori del travertino hanno scavato, in libertà, per decenni tra autorizzazioni e proroghe a scadenza piuttosto ravvicinata. La giunta Polverini a marzo 2011 tira fuori una proposta di legge, la 168, che prima allunga da 5 a 9 anni la durata delle autorizzazioni e soprattutto delle proroghe alle autorizzazioni in scadenza, poi la stessa proposta passando per le mani dell’assessore alle attività produttive Pietro Di Paolo, subisce una variazione e arriva in consiglio con la durata triplicata da 5 a 15 anni. 

 Adriana Aniballi