Sul mare discoteche a cielo aperto

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Il Camping internazionale Castelfusano trasformato in discoteca a cielo aperto. Il video postato su Youtube dal Comitato Lido di Castelfusano, mostra l’orario e la data della registrazione: contestarlo è arduo. Alle 2.30 di sabato scorso, 18 giugno, la musica che si diffonde nell’aria di Ostia è così alta che basta un videofonino per sentire distintamente la canzone. Difficile pensare che qualcuno tra le roulotte e le tende della struttura turistica di Ostia, lontana almeno 500 metri dall’ultima discoteca situata sul lungomare lidense, abbia potuto prendere sonno, almeno non fino alla chiusura dei locali intorno alle 4.30. Come non hanno dormito ma piuttosto vigilato, i membri del comitato che, come promesso e annunciato pochi giorni fa, invece di rigirarsi nel letto, sono scesi in strada a documentare i “danni” della movida irrequieta. Il “chiasso” delle discoteche si sentiva fino a Ostia Antica, raccontano persino i residenti della zona. A preoccupare i cittadini però non sono solo i decibel fuori controllo, ma anche il fenomeno dei botellon, ultima moda del web, sbarcata sul litorale, quando poche settimane fa un centinaio di ragazzi si sono dati appuntamento alla stazione di Castelfusano per una festa in strada improvvisata. Musica al massimo e poi fuga verso la metro. E sonno tolto ai residenti dell’area.

«Il Municipio XIII e le forze dell’ordine ci hanno assicurato un monitoraggio più intenso sul fronte della sicurezza, – racconta Fabio Rencricca, presidente del comitato Lido di Castelfusano, a margine della riunione del lunedì post-movida nella sede del Tredicesimo – con controlli incrementati nelle zone calde del litorale. Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, i controlli già ci sono e i rilievi dimostrano il mancato rispetto in alcune fasce e orari. Ma purtroppo l’iter per le sanzioni è molto lungo». Novanta giorni per contestare a un locale lo sforamento dei decibel, dopo i rilievi della Polizia Municipale, non aiuta di certo a fare pressing sull’eventuale locale “fuori norma”. Senza parlare del fatto che mancano ancora i rilevamenti dell’Arpa, unico ente autorizzato a spargere multe immediate. Se i tavoli tecnici sulla movida fossero iniziati in inverno, forse si sarebbe potuta concordare una strategia più incisiva: sarebbe bastato magari obbligare i titolari delle discoteche del lungomare di Levante a dotare i locali di impianti a basso impatto acustico. A Ostia Ponente infatti, con i locali a due passi dalle case, il problema “rumore” infatti non si rileva. 

 Valeria Costantini