Un’altra famiglia finisce per strada

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Un' altra vicenda drammatica nella città ormai capitale degli sfratti, avviene nelle case popolari della Garbatella. Una donna e due bambine rischia oggi di ritrovarsi in mezzo alla strada sfrattata dall'Ater. Eppure la signora, Flavia Fredi, per stare in quella casa della Garbatella, in via Massaia 14, aveva pagato e in un secondo momento risanato la sua posizione con l'Azienda per l'Edilizia residenziale. La storia è lunga e complicata, di quelle, purtroppo, non infrequenti nella nostra città. Tutto comincia nel '97, prima che l'Ente mettesse in vendita le case, ma già prosperava rigoglioso il cosiddetto "mercato nero delle buonuscite". In quell'anno, l'inquilino di via Massaia 14 lascia la sua casa popolare alla signora freddi, dietro pagamento di una buonuscita di circa 80 milioni di vecchie lire. Successivamente la signora ottiene dall'Ater una regolare sanatoria della sua situazione e il vecchio inquilino decade  dall'occupazione delle case dell'Ente. Nel frattempo però il precedente inquilino rivuole indietro la casa e fa causa alla signora.

La sentenza del giudice stabilisce che l'appartamento ritorni all'assegnatario originario che ha l'obbligo di restituire la somma ottenuta. Oggi la sentenza di sfratto, che potrebbe essere definitiva, dopo 17 rinvii.  A rendere nota la paradossale vicenda il Municipio XI che da mesi si sta interessando a questa e ad altre analoghe storie che riguardano le case popolari della Garbatella. «E’ un caso di giustizia alla rovescia. Abbiamo inviato una lettera al sindaco, all'assessore Antoniozzi, alla questura, all'Ater per far presente il problema, ma come al solito non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Né il Commissario Ater Prestagiovanni ha ritenuto di partecipare alla conferenza stampa di ieri convocata sul caso specifico – comunica Andrea Catarci, minisindaco dell'XI – chiediamo che la sentenza sia applicata interamente e si imponga al precedente inquilino la restituzione della somma alla signora, cosa che non sta avvenendo, e che l'Ater si riprenda le chiavi dell'appartamento che gli appartiene. In un quartiere come il nostro in cui il mercato delle buonuscite è la regola non si può dare il terribile segnale che speculare sulle case popolari è possibile e che si può addirittura ottenere indietro l’appartamento, in premio.

Francesca D’Amico 

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