Nemi, cade la giunta di centrodestra

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Cade la giunta di centrodestra a Nemi. Ieri la maggioranza dei consiglieri comunali si sono dimessi e al contempo hanno sfiduciato il sindaco Cinzia Cocchi. Come prassi vuole, tra qualche giorno verrà nominato un commissario prefettizio. A dimettersi e firmare la sfiducia sono stati tre consiglieri di maggioranza, rispettivamente Giovanni Libanori (Udc), Edy Palazzi (Udc) e l’ex vicesindaco Alberto Bertucci (Pdl), assieme a quattro di minoranza, Renzo Colazza (Pd), Vairo Canterani (Federazione di Sinistra), Azzurra Marinelli (Sel), Elisabetta Mannoni (Federazione di Sinistra). In una nota congiunta i consiglieri comunicano ai concittadini «che non essendoci più i presupposti per continuare con questa amministrazione, per il bene del nostro paese, la maggioranza dei consiglieri ha deciso per la sfiducia. Si apre così una stagione di confronto tra tutte le forze rappresentative del nostro territorio per risollevare Nemi e rilanciarlo sotto il profilo turistico, economico, sociale e civile».

Per la lista civica del sindaco, “Insieme per Nemi” si è trattato di una congiura premeditata, perché «nonostante la schiacciante vittoria alle elezioni del 2009 del sindaco Cinzia Cocchi, il trio “Libanori-Bertucci-Palazzi” aveva da subito iniziato la congiura disertando il primo Consiglio. Dal primo momento gli interessi di parte sono stati anteposti alla buona amministrazione in favore della cittadinanza. La Cocchi ha messo tutte le risorse di donna paziente e responsabile per salvaguardare la trasparenza nel nostro Comune affrontando due anni di “forzature” ed imposizioni, come ad esempio la nomina del responsabile dell’ufficio tecnico, pupillo del binomio Libanori-Bertucci. L’onestà e la tutela della legalità sono sempre state il principio ispiratore di questa amministrazione e non sono state, né mai lo potranno essere, oggetto di negoziato». La goccia che ha fatto traboccare il vaso da parte degli sfiducianti è stata la revoca, circa quattro mesi fa, della nomina e degli incarichi al vicesindaco Bertucci, atto di cui la maggioranza non si è mai pentita perché a quanto pare la convivenza con Bertucci, che era stato proposto come candidato a sindaco dall’Udc in alternativa alla Cocchi, si era fatta davvero aspra. Ermetico ma deciso, l’ex consigliere Udc Libanori: «Gli avversari politici vanno sconfitti solo attraverso il voto popolare – dice il centrista – oppure mediante un’azione politica tesa a sconfiggere il proprio opponente: qualunque altro strumento lo trovo squallido, infamante e non degno di una società civile. Vorrei sapere in questi due anni chi è stato il sindaco di Nemi». 

 Maria Chiara Shanti Rai

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