Scontri e tensioni per avere una casa

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Tensione continua per l’emergenza casa a Garbatella e San Paolo. Anche ieri, dopo l'occupazione di lunedì del deposito Atac di via Alessandro Severo nel quartiere San Paolo, il clima è rimasto incandescente tra gli esponenti dei movimenti che si battono per il diritto all’abitazione nella capitale, “Action” in testa, e le forze dell'ordine. Nervi tesissimi che in mattinata sono nuovamente saltati, con episodi che hanno coinvolto direttamente la polizia.  Durante alcuni sgomberi eseguiti ieri mattina una donna, riferisce il consigliere comunale Andrea Alzetta sarebbe stata «picchiata» nel commissariato di Polizia della zona Colombo e poi “portata al vicino ospdale Cto”. Sempre secondo gli esponenti dei movimenti, un’altra ragazza sarebbe stata portata al commissariato Garbatella. Inoltre sono rimaste ferite F.F., la donna sfrattata dall'appartamento in viale Massaia, e F.R., altra residente del quartiere che è rimasta coinvolta negli scontri e ha riportato, come da lei stessa spiegato, «una prognosi di 15 giorni a un piede».

Si respira quindi un clima pesantissimo in questi giorni a Garbatella, soprattutto perchè il tema al centro del discorso è il fondamentale diritto alla casa e nient’altro.  A testimoniare la situazione andata ben oltre i limiti è stato anche il presidente dell'XI municipio, Andrea Catarci: «La tensione alle stelle, per aver dovuto restituire con l'uso della forza pubblica la casa popolare a chi l'aveva speculativamente venduta, ha fatto un brutto scherzo alle forze di polizia, che hanno perso totalmente il controllo».  Ma dal fronte dei movimenti le iniziative continueranno: «I movimenti per il diritto all'abitare e Roma Bene Comune stanno chiamando l'intera città a sostenere la vertenza che chiede l'immediato ritiro dei provvedimenti in discussione da oggi in consiglio comunale – spiegano. La mobilitazione va avanti da giorni e le interlocuzioni con l'amministrazione sono insoddisfacenti. Non voler ascoltare la richiesta diffusa di ritiro delle delibere 30 e 35, contrabbandando i provvedimenti come salvataggio dei 12mila lavoratori Atac, è tutt'altro che apertura e dialogo come afferma l'assessore Aurigemma». Solidarietà anche dal capogruppo Pd Marroni che ha constatato come «su questi temi i cittadini non trovano risposte dialoganti dall'amministrazione comunale ma solo divieti e arroganza».