Angelucci, respinto il ricorso

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Il Tar del Lazio ha respinto l’istanza presentata dalla commissione Sanità della Comunità montana dell’Aniene e da alcuni cittadini della Asl RmG  contro il ridimensionamento del nosocomio sublacense.  «Resta confermato quanto il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Lazio ha previsto con riferimento alla riconversione dell'ospedale di Subiaco», hanno deciso dalla III sezione quater del Tar del Lazio, presieduta da Italo Riggio. I giudici nella loro ordinanza, nel ritenere che «il provvedimento impugnato presenta spiccata natura programmatica», hanno considerato «che la particolare condizione geografica della struttura interessata risulta attentamente valutata dall'Amministrazione, laddove viene previsto un punto di primo intervento, con postazione del 118 ed elisuperficie, tenuto anche conto che gli utenti possono più agevolmente accedere anche ad ospedali limitrofi, evitando le particolari difficoltà di accesso, attraverso l'utilizzo di strade alternative».  

La decisione è arrivata come una doccia fredda nella cittadina della Valle dell’Aniene da mesi in lotta per la sopravvivenza del nosocomi, confortata anche da un precedente pronunciamento del Tar che qualche mese fa aveva sospeso la modifica sull’ospedale di Bracciano.  Per Subiaco però non è stato così e da ottobre il nosocomio vedrà la già iniziata riconversione in microstruttura. «Siamo disposti a fare ricorso al Consiglio di Stato», ha annunciato il presidente della Comunità Montana dell'Aniene, Luciano  Romanzi – ormai siamo in ballo e balliamo fino alla fine – ha continuato Romanzi. La presidente Polverini ha modestamente ammesso che l’ospedale di Subiaco non è frequentato dagli abitanti del territorio, per raggiungere le strutture vicine ci sono ottime e veloci vie di comunicazione e che siamo dotati di una base elicotterista per il trasferimento veloce dei malati più gravi. La Comunità Montana, gli assessori ed il consiglieri, i sindaci della Valle dell’Aniene, sono uniti e disposti a combattere per garantire una piena assistenza sanitaria alla popolazione, che vede al contrario nell’ospedale di Subiaco, il primo centro di assistenza nella Valle. Invito di nuovo la presidente della Regione Lazio a visitare il nosocomio, e rendersi conto che la sola struttura di Tivoli non può assorbire i pazienti dell’intero territorio dell’Aniene». 

 Adriana Aniballi