Sit in dei cassaintegrati da Sacconi

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Contro la spregiudicata politica di abbassamento del costo del lavoro e della tutela dei diritti dei lavoratori di Alitalia” avrà luogo questa mattina un sit-in indetto dal Comitato cassintegrati Alitalia Overbooked davanti al ministero del Lavoro per chiedere e possibilmente ottenere un incontro con il ministro Maurizio Sacconi. A partire dalle 10.30 il comitato, che rappresenta molti dei 6mila cassintegrati e dei 2mila precari, si troverà a via Vittorio Veneto per protestare contro la politica dell’azienda che, pur continuando a cassaintegrare molti lavoratori attraverso la recente formula della “cassaintegrazione volontaria”, ne assume di nuovi. E questo nonostante non sia stato formalmente proclamato lo stato di crisi. Un paradosso. Mentre a pagare è sempre e comunque lo Stato. Per gli ex dipendenti Alitalia rimasti “a terra”, senza lavoro dal dicembre del 2008, una legge speciale ha stabilito per loro, considerati esuberi, quattro anni di cassa integrazione più tre anni di mobilità. «Alla fine dei 7 anni», spiegano al Comitato, «pochi raggiungeranno la pensione e molti invece rimarranno a piedi, perché non avranno più un lavoro né alcuna forma di sostegno economico».

Da quasi due anni e mezzo gli ex Alitalia si battono per il rispetto degli accordi di Palazzo Chigi firmati a settembre del 2008, il cosiddetto lodo Letta, ad oggi ancora disattesi. Ciò che sarà ribadito questa mattina nel corso del presidio è «il perdurare di una politica di gestione da parte di un’azienda privata, l’attuale Alitalia Cai, che ha sempre goduto e gode di aiuti governativi senza precedenti per l’avviamento d’impresa». Un esempio? «Il più clamoroso ed evidente», denunciano i cassintegrati, «è assistere in silenzio all’assunzione di personale precario ex novo, privando della possibilità di riammissione in servizio, oltre che gli stessi lavoratori in Cigs, anche molti lavoratori precari che sono stati richiamati con successivi contratti a tempo determinato nella nuova compagnia aerea». Scatta così la rabbia di lavoratori “giovani” ma ormai tagliati fuori dal mondo del lavoro a seguito di accordi tra governo e sindacati per una cordata voluta fortemente da imprenditori. «Altro che promesse ai tavoli istituzionali, altro che rilancio della compagnia di bandiera», affermano: «Anzi, con il recente accordo del 4 marzo 2011, siglato al Ministero l’11 marzo, il numero dei cassaintegrati continua ad aumentare». 

 Maria Grazia Stella