Approvato il bilancio di previsione da 76 mln

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Dopo due rinvii avvenuti per "assenza di documentazione" si è finalmente riunito il 30 giugno scorso il Consiglio comunale di Nettuno. Non senza feroci polemiche, con i consiglieri ex Pd Tirocchi e Massari che hanno chiesto esplicitamente l’annullamento della seduta, rifacendosi alla presunta non legittimità della convocazione. Il presidente di assise Nicola Burrini ha messo tutti a tacere, smentendo la tesi dei due consiglieri e dando l’avvio ai lavori. La serie di interrogazioni è stata interrotta per rendere omaggio alla figura di don Vincenzo Cerri, prete storico di Nettuno, i cui funerali si sono svolti proprio in concomitanza con il Consiglio, che alla ripresa della discussione ha proposto di intitolare al più presto un luogo in onore del sacerdote. Maggioranza compatta sui vari punti all’ordine del giorno, dal regolamento Cosap (il canone di occupazione spazi e aree pubbliche), a quello per l'installazione delle insegne di esercizio, fino all’approvazione del bilancio di previsione 2011 e di quello pluriennale 2011-2013.

Una manovra, per l'anno in corso, da 76 milioni di euro, con 19 milioni di entrate dai tributi (Ici e Tarsu per oltre l'80%) e 38 milioni di euro di spese correnti. Il sindaco Chiavetta ha posto l'accento sul mantenimento dei livelli di assistenza e degli investimenti sul sociale, a fronte dei tagli del 12% sui trasferimenti da parte del Governo che hanno suscitato velate preoccupazioni da parte dell'assessore Ferrante. Il consigliere del Pdl Capolei ha infine posto all’attenzione del sindaco Chiavetta la delicata situazione vissuta dalla polizia locale, che non ha ancora ricevuto gli arretrati riferiti agli ultimi due anni di servizio. Tornando alle polemiche iniziali, l'Amministrazione ha voluto rispondere all'ennesima "provocazione" di Tirocchi e Massari mettendo nero su bianco e inviando una lettera al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. "Ci dispiace constatare – recita il testo – che alcuni consiglieri, soprattutto quelli usciti dalla maggioranza per fini personalistici, stanno abusando degli strumenti democratici di garanzia, svilendo quello che è il loro vero significato. Abbiamo dovuto fare i conti con vicende che rischiavano di affossare il Comune, ne siamo usciti a testa alta e oggi finalmente possiamo ragionare su un'idea concreta di sviluppo cittadino. Però di fronte all’interesse della città non si può anteporre il piccolo interesse di bottega". Una lettera di spiegazioni, ma anche e soprattutto "preventiva", per quelle che Chiavetta definisce «eventuali comunicazioni strumentali di alcuni consiglieri di minoranza».