Ferie estive, ospedali nella bufera

0
42

Altro che meritate ferie. Si prospetta un'estate da inferno per i dipendenti dell'Asl RmG. A lanciare l'allarme questa volta sono i sindacati che in una nota stampa annunciano lo stato di agitazione nei nosocomi di Subiaco e Palestrina. Da qualche giorno sono apparsi nei comuni della Valle dell’Aniene e limitrofi manifesti dell’azienda sanitaria Rm/G che, ricordando la chiusura del reparto di ginecologia presso l’ospedale di Subiaco, invitano la popolazione a recarsi a Tivoli per trovare i servizi sanitari, tra cui le emergenze legate al parto. Qualcuno, come i cittadini di Vallepietra, dovrà percorrere una distanza anche di 37,3 km con un tempo di percorrenza di circa 50 minuti. La stessa partoriente magari con qualche complicazione in corso, dovrà per il futuro percorrere 75,1 km per un tempo calcolato intorno ad 1 ora e 26 minuti per recarsi presso l’ospedale di Tivoli.

Ma la situazione non è migliore per gli altri paesi del territorio. Oltre la specifica situazione di Subiaco interessato dal piano “Polverini” che ne decreta nei fatti la chiusura, non si può non evidenziare la "grave" carenza di personale sanitario. E' il caso di Palestrina dove per consentire ai dipendenti di fruire delle ferie estive si è proceduto all’accorpamento delle due aree di Ortopedia e Chirurgia. «Da tale accorpamento – spiega Emiliano Cappella della segretria della Cgil – sono stati “liberati” 8 infermieri da reimpiegare nei servizi maggiormente carenti e necessari quali ad esempio il pronto soccorso. Analoghi accorpamenti sono stati effettuati anche presso l’ospedale di Colleferro con la sostanziale differenza che presso quest’ultimo gli accorpamenti hanno portato ad una riduzione temporanea (per il periodo estivo) dei posti letto mentre a Palestrina sembra addirittura che dall’unione dei due reparti sia scaturito un aumento di posti letto da 28 a 33».

Il personale è in agitazione e non sono escluse nelle prossime ore delle forme di protesta. «Abbiamo rappresentato alla direzione aziendale tutto ciò senza ottenere alcun riscontro – continua Cappella. Crediamo che per Subiaco sia ormai tempo di proclamare lo sciopero cosa che avverrà sicuramente prima della pausa estiva e per Palestrina intraprendere analoghe iniziative a tutela dei lavoratori e degli utenti che stanno quotidianamente subendo tutto il peso del piano di riordino e della disorganizzazione che attualmente caratterizza la gestione aziendale».