La pazienza dei pendolari non è infinita

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Come chiamare i passeggeri del Tpl romano se non “stoici”. Perché non passa giorno che non succede qualcosa sulle linee metropolitane. Come rimanere fermi 10 minuti nella ”metro A” alla stazione Ottaviano, dopo un’attesa di 5 minuti, mentre un incomprensibile messaggio gracchiato all’altoparlante annuncia che «…il servizio è momentaneamente sospeso». Tutto mentre il treno seguita a riempirsi all’inverosimile dall’arrivo continuo di nugoli di turisti reduci della seduta papale del mercoledì.

Oppure bloccati sotto il sole pomeridiano in un treno con le lamiere arroventate, come accade sovente sulla tratta residua della Roma-Viterbo. Anche ieri molti viaggiatori della corsa partita alle 17,40 da Flaminio sono riusciti a perdere le coincidenze con i bus Cotral, perché il treno ha impiegato 22 minuti fino a Saxa Rubra, quasi una decina in più della norma. Perché ormai fa tappa fissa alla vecchia stazione di Grottarossa. Ieri i macchinisti sono scesi entrando nell’edificio (vedi foto), riuscendo con tutta calma mentre la gente soffriva per il caldo e la rabbia accumulata mentre dà l’assalto al bus navetta, dopo la chiusura della tratta Montebello-Saxa Rubra, per il rifacimento della stazione di Prima Porta. «La pazienza della gente non è infinita» dice ad alta voce una signora rivolta al vicino, mentre osserva l’orologio. «Ormai abbiamo perso la coincidenza».

Maurizio Ceccaioni