Giardini di Corcolle, residenti contro la discarica

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Pronti a fare le barricate. I cittadini di Giardini di Corcolle cominciano a mobilitarsi contro l’eventualità di veder la loro borgata ospitare temporaneamente l'immondizia della discarica di Malagrotta, prima dell'eventuale dirottamento della stessa a Pizzo del Prete. Una preoccupazione che ha raggiunto i residenti della borgata prenestina subito dopo la decisione di proroga di sei mesi annunciata dalla governatrice della Regione Lazio Renata Polverini in relazione alla discarica di Malagrotta. Sei mesi dopo i quali bisognerà trovare l'alternativa alla stessa, con diverse possibili destinazioni: Pizzo del Prete, Riano, Procoio Vecchio – Pian dell'Olmo, Monti dell'Ortaccio – Castel Romano e Corcolle – San Vittorino.

Così se a Riano sono già cominciati i sit in, anche a Corcolle i cittadini guardano preoccupati alle sorti di Malagrotta. Come il Comitato di Quartiere Giardini di Corcolle che attraverso il suo segretario Danilo Proietti spiega: “Abbiamo appresola notizia della possibile discarica con molto stupore. Dopo averci costruito a due passi dalle case prima la bretella dell' autostrada A24e poi la linea della TAVci mancava solo la discarica. Non possono ricordarsi che esistiamo solo per queste cose. Dove sono stati il Municipio, il Comune e la Regione in tutti questi anni. Siamo stufi delle false promesse e per questo siamo pronti a scendere in piazza nell'eventualità dovessero portarci anche la discarica sotto casa”. Residenti di Giardini di Corcolle che dopo aver visto costruire accanto alle loro case l'A24 e la TAV sono ancora scottati dagli oltre 10 milioni di euro promessi per le opere in compensazione che nessuno da queste parti ha ancora mai visto: "Le persone – continua a spiegare Danilo Proietti – ricordano ancora le promesse fatte con la TAV e le opere a compensazione che dovevano arrivare. Invece siamo fermi a 30 anni fa con una scuola dentro un container ed un quartiere dove non esiste nemmeno un punto di ritrovo per i ragazzi. Ci mancava solo la discarica. Per adesso ci stiamo mobilitando con una protesta simbolica sulla rete, ma se le cose dovessero precipitare siamo pronti a scendere in piazza”.

Mauro Cifelli