Mezzaroma imputato per bancarotta fraudolenta

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C’è anche Marco Mezzaroma, novello sposo del ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, tra le diciassette persone sotto processo a Roma con l'accusa di bancarotta fraudolenta, in relazione al fallimento della società Bravaitalia spa.

Secondo il pm Giuseppe Cascini gli imputati avrebbero «dissipato o distratto beni della società» effettuando «spese del tutto ingiustificate e prive di effettiva utilità economica» per un ammontare di complessivi 18 miliardi di vecchie lire tra il 1999 e il 2001.

Bravaitalia, fu il primo portale in quattro lingue (italiano, inglese, spagnolo e portoghese) creato per mettere in contatto gli italiani sparsi nel mondo. Tuttavia, nel giro di poco tempo, questo progetto naufragò.

Oggi si è tenuta la prima udienza davanti ai giudici della VII sezione penale del tribunale di Roma. Dopo aver dichiarato la contumacia di tutti gli imputati, i giudici si sono riservati di decidere sull'eccezione di nullità del decreto che dispone il giudizio sollevata dai legali degli imputati.

Tra gli imputati figurano, oltre a Mezzaroma,  gli imprenditori Emiliano Cerasi e Attilio Navarra, Corrado Pesci (figlio dell'attrice Virna Lisi), Umberto Belliazzi (già dirigente Fiat negli anni Novanta), Vincenzo Marini Recchia, in passato alla tesoreria del partito comunista e il liquidatore dal 30 luglio del 2001 alla data del fallimento di Bravaitalia spa Lorenzo D'Ormea.