Porta Maggiore? Una giungla urbana

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Tanti sono i cittadini romani e stranieri di passaggio nella piazza di Porta Maggiore, piazza di importanza storica per la porta dalla quale prende il nome, ma anche punto di snodo ferro-tranviario. Lo scenario visibile però è uguale per tutti: arbusti, erba alta, lattine, bottiglie di plastica, bicchieri, cartacce e vetri rotti. Nascosti in questa giungla urbana persino sacchetti colmi di spazzatura. Il tutto vicino alle banchine dove i passeggeri aspettano i mezzi pubblici.  Persino i binari dei tram sono pieni di rifiuti solidi o meno. 

E' impossibile non notare il degrado in cui imperversa la piazza, ricca di reperti di rilevanza storica a partire  dalla porta costruita nel 52 d.C. per consentire all'acquedotto Claudio di scavalcare le vie Prenestina e Labicana, al sepolcro di Eurisace e alla basilica sotterranea che però è chiusa al pubblico. Se proviamo a parlare con qualcuno dei passanti, non è raro trovare chi sorride a denti stretti e chi esprime la propria rabbia: «Roma ha un patrimonio inestimabile che va tutelato e non denigrato» e ancora «la basilica sotterranea non è visitabile per problemi di sicurezza, ma anche all'esterno iniziano a intravedersi i primi segni di cedimenti come per il reperto al lato della piazza, sorretto da un'impalcatura di sostegno.  Erbacce e muschio stanno crescendo anche sulla Porta». Un'altra signora segnala la situazione in via Statilia, di cui Cinque si è già occupato: «Si accumulano rifiuti su rifiuti e anche i giacigli nascosti dall'erba alta si sono moltiplicati nel giro di pochi giorni». 

 Paola Filiani