Guerra della differenziata. Cogei esclusa dall’appalto

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Di fatto esclusa dall’Ati, (l’associazione temporanea d’impresa assegnataria del servizio di raccolta rifiuti), la Cogei si dice pronta a rivalersi contro Municipio e associate. E intanto a Villalba e  Albuccione la spazzatura rischia di rimanere dentro i cassonetti. Scoppia la guerra dei rifiuti nella Città del’Aria. Discarica della Inviolata a parte, questa volta l’obiettivo è puntato sulle ditte che espletano il servizio di raccolta. La novità nei giorni scorsi è stata la diminuzione delle quote, passate dal 15 all’1,03%, in forza alla Cogei  che insieme a Edera e Aimeri si occupa di “ripulire” dalla spazzatura una delle zone del comune. Una esclusione che rischia di ripercuotersi sul servizio e non solo, perché dalla ditta sono pronti a trascinare la questione in tribunale.

«Una disposizione contraria al codice degli appalti» dicono dalla Cogei. Fermo anche il lavoro dei venti dipendenti della ditta che, secondo i piani, dovrebbero essere assorbiti da Edera una delle associate. Per loro una nuova incognita dopo i mancati pagamenti degli stipendi che li ha costretti per ben due volte a incrociare le braccia in segno di protesta. E pure sul fronte stipendi la questione è ancora tutt’altro che chiarita. «Beghe interne all’Ati l’estromissione della Cogei dalla società», secondo il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis, che si è anche espresso in merito al parere dell’avvocatura comunale che, secondo Cogei, rappresenterebbe appieno le ragioni dell’azienda in un eventuale contenzioso contro Ati e Comune.

«Il parere dell’avvocatura è semplicemente compilativo – ha spiegato il sindaco – esso ha lasciato al settore Ambiente la decisione di avallare la richiesta di Aimeri di estromettere di fatto Cogei dal servizio, una decisione maturata interamente nell’Ati, nella quale il comune non ha, né ha avuto, voce in capitolo. L’unica preoccupazione che ha avuto l’Amministrazione pubblica nella vicenda è stata quella di garantire un servizio pubblico essenziale qual è la raccolta dei rifiuti. Se questa storia finirà dinanzi all’autorità giudiziaria come credo – continua – ciascuno degli attori che l’hanno determinata in questi termini potrà, in quella sede, dare ragione delle proprie azioni. Ciò che non è tollerabile è il tentativo evidente, e mi pare ancora in atto, di strumentalizzare le beghe interne a un’associazione d’impresa contro la differenziata per scopi che ancora mi sono poco chiari, e che prescindono totalmente dal precipuo interesse che si dovrebbe perseguire, ossia il servizio al cittadino».

Adriana Aniballi