Sisma a Roma nord, torna la paura

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A circa sessanta giorni dalle previsioni di Bendandi sul terremoto che doveva colpire la città di Roma, domenica sera alle ore 20.13 si è verificata una scossa di magnitudo 3.2 della scala Richter a nord ovest di Roma e a 2,6 chilometri di profondità. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) l’epicentro si è generato a 35 chilometri a nord-ovest dalla capitale, nella zona dei Monti Sabatini, tra Morlupo, Magliano Romano e Castelnuovo di Porto. Pochi secondi ma intensi, raccontano i residenti, con un raggio di azione che è arrivato a lambire anche i comuni di Monterotondo, Mentana e Ponzano Romano. Centinaia le telefonate giunte alla Sala operativa di Porta Metronia.

«Sono stata immediatamente informata dalla direzione della Protezione civile regionale che sta monitorando le aree limitrofe all’epicentro – ha commentato a caldo la presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Al momento non si registrano danni a cose o persone. Le squadre della protezione civile della Regione Lazio sono naturalmente allertate a garantire tutto il supporto e le attività che dovessero rendersi necessarie».  I volontari hanno fatto un giro di perlustrazione. Gli unici danni rilevati sono stati a Sacrofano nella chiesa di San Biagio dove all'interno sono caduti calcinacci e all'esterno sono state riscontrate piccole crepe ai due spuntoni laterali.  Nessun ferito ma tanta paura, amplificata anche nelle chat di Facebook prese d'assalto dagli utenti. Scosse di assestamento sono continuate per tutta la mattinata di ieri. L'ultima alle 13 e 45. L'allerta della Protezione civile è andata avanti per tutta la nottata ma gli esperti hanno assicurato: «Si tratta di un fenomeno lieve e isolato». Nessuno però da queste parti può dimenticare i terremoti del 2002 e del 2009.