Carpineto Romano, istituto Leone: riapertura a rischio

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Meno quattro collaboratori scolastici e un assistente amministrativo. Questi i tagli “di diritto” decretati  all'Istituto Comprensivo “Leone XIII”, che si sono abbattuti come una scure sui comuni di Carpineto Romano, Montelanico e Gorga. Una scuola che conta otto plessi diversi più un nono composto da uffici di segreteria. Per il ministro dell'Istruzione Gelmini dodici unità bastano a sufficienza per coprire tutti i turni di lavoro. Non la pensano proprio così il dirigente scolastico locale e il sindaco di Carpineto Romano, Quirino Briganti, decisi a portare avanti una battaglia per la tutela di insegnanti e alunni. «Con la situazione prospettata è praticamente impossibile garantire l'apertura dell'Istituto – si legge in una lettera del sindaco inviata all'Ufficio Scolastico Regionale. Chiediamo il ripristino del numero di collaboratori e assistenti. I comuni di Carpineto Romano, Montelanico e Gorga distano tra loro 23 chilometri e questo rende complesso poter garantire l'apertura e la chiusura regolare dei plessi in caso di assenza del personale».

Una situazione quella sui Monti Lepini aggravata anche dalle future previsioni dell'utenza scolastica. A Carpineto Romano, per esempio, è prevista l'apertura di una sezione primavera e a breve potrebbe esserci un aumento delle domande anche nella scuola primaria. C'è inoltre un problema di gestione delle risorse interne. A Montelanico e Gorga scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado sono organizzate su due plessi distinti e separati.

Per ora siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma c'è pessimismo sull'accoglimento del ricorso. La situazione di Carpineto non è infatti l'unica nel territorio provinciale. Tra i casi più eclatanti ci sono il liceo scientifico Majorana di Guidonia e la scuola primaria di Palestrina dove Amministrazione comunale e direzione scolastica sono fianco a fianco contro i tagli annunciati. 

Carmine Seta