Palazzo Marconi resta senza inquilini

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Assessori che marcano visita e a Palazzo Marconi non si vedono da settimane. Un’amministrazione comunale paralizzata da mesi: mobilità, gestione ambientale e lavori pubblici che attendono pazientemente dentro e fuori i cassetti del palazzo. Qualche conto non torna, ma è ormai evidente che l’onda lunga del chiarimento di conti finale in casa del Pd ponga la situazione al limite dell’ingovernabilità. A dare una mano a un’amministrazione obiettivamente in difficoltà, attraversata trasversalmente da quando sta accadendo in casa del maggiore dei partiti del centrosinistra, è quantomeno una stagione estiva che più che sugli scranni del Consiglio comunale suggerisce lunghe permanenze sotto l’ombrellone o comunque lontano dalle stantie stanze (politiche) della sede municipale.

Di fatto, questioni importanti – e al breve elenco sopra citato manca senza dubbio tutto quanto ruota ancora attorno al bilancio, adeguamento addizionale Irpef su tutto – attendono di essere affrontate con decisione. Eppure nulla si muove da tempo e tutte le attenzioni sembrano concentrate alla fatidica data del 17 ottobre quando, come noto, è fissata la prima udienza di Franco Posa nell’ambito del processo per i “rimborsi d’oro in Provincia”. Ben poca cosa, decisamente, soprattutto alla luce del fatto che – come spesso accade – l’udienza potrebbe essere rinviata (così almeno si dice) e pensare di allungare ulteriormente i tempi per la resa dei conti appare insostenibile. In qualche modo se ne dovrà comunque uscire ed in questo l’estate potrebbe portare consiglio. L’ormai lunghissimo braccio di ferro tra Pd frascatano e Posa, per tramite anche il sindaco Stefano Di Tommaso fin troppo spesso esposto tra i due “fuochi”, deve essere necessariamente definito. Uno strappo che appare ampiamente insanabile, ma che oggi è di gran lunga oltre il piano politico, interessando direttamente la sfera amministrativa. Un lusso che la città non può permettersi.

Marco Caroni