I pendolari ritornano a occupare i binari

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Odissea senza fine per i pendolari dopo il rogo alla stazione Tiburtina. Da giorni collegamenti a singhiozzo e disagi a non finire. Ieri mattina uno stop di due ore ha esasperato gli animi dei cittadini eretini. Poi è montata la protesta e i pendolari hanno occupato i binari mentre dal lato opposto continuavano a sfrecciare Eurostar. E’ accaduto sulla Salaria, poco dopo Settebagni. I passeggeri erano diretti a Termini. In molti dopo avere abbandonato il treno si sono incamminati alla ricerca di bus sostitutivi.  Sarebbero dovuti arrivare alla stazione alle 8,15 e invece alla 10 passate erano ancora bloccati sulla Salaria. Per loro nessuna speranza, nessuna alternativa. Per lungo tempo non è passato un convoglio in direzione Roma. «Quei pochi in transito – ha commentato qualcuno – erano diretti fuori».

Poi un colloquio col capotreno e la promessa che da lì a breve il treno avrebbe ripreso la corsa. E così è stato. Una fortuna perché la situazione avrebbe potuto anche peggiorare. «Avremmo continuato la protesta a oltranza», il coro unanime.  Quella di ieri non è che l’ennesima di una lunga serie di disagi per chi viaggia dopo l’incendio che la notte di domenica è divampato alla stazione Tiburtina di Roma. I disagi si sono ripetuti anche sulla linea Orte Fiumicino a causa della chiusura del sottopasso della metro B intorno alle 11,30 perché  considerato “pericoloso ed inagibile”. Ennesima odissea per i pendolari diretti a Fiumicino o in procinto di prendere il treno per andare verso Orte. Per raggiungere gli unici due binari aperti ai viaggiatori (il 24 e il 25), dall'ingresso principale della stazione bisogna circumnavigare il cantiere dell'alta velocità, attraversare il ponte che sovrasta i binari  e prendere la strada che collega con il "retro" della stazione, dal lato di Pietralata.  

Tre le inchieste aperte per far luce sull'incendio della stazione che ha paralizzato Roma e rallentanto i treni in tutta Italia. Procura di Roma, Ferrovie e ministero dei Trasporti indagano per capire le cause del rogo all'edificio dove si trovava la centrale operativa andata distrutta. Per fare luce sull'incendio, la procura ha disposto una consulenza tecnica che sarà affidata a un esperto in ingegneria elettronica non residente nella capitale. E ciò per evitare qualsiasi condizionamento. L'ipotesi su cui si stanno concentrando gli investigatori è che si sia trattato di un malfunzionamento o di un sovraccarico elettrico dell'impianto della centrale. Forse era difettoso. Le fiamme sarebbero nate in una conduttura nella zona seminterrata dove passano cavi elettrici. Aperto un fascicolo contro ignoti per incendio colposo. Si cercherà di capire anche per quale motivo l'allarme e il sistema anticendio non sono scattati dal momento che sono stati gli operatori di turno a chiamare i soccorsi non appena hanno visto il fumo che usciva dalle cabine elettriche. 

 Adriana Aniballi

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