Asili nido, addio al pubblico

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Addio a ogni speranza di fare il nostro mestiere. Era uno degli striscioni presenti alla protesta indetta dall’Unione sindacale di base a Roma contro gli effetti negativi prodotti dall’ultimo provvedimento della giunta Polverini. Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio di agosto, la Regione Lazio ha deliberato la riduzione del rapporto tra educatrici e bambini, che passa dal precedente 1 a 6 all’attuale 1 a 7, nonché la metratura a loro disposizione (da 10 metri quadri per ogni iscritto si passa a 6).

Il rischio, stimato da Federconsumatori Lazio, è che 13.000 bambini si trovino senza insegnanti all’inizio dell’anno. L'effetto della manovra è già una realtà nella provincia, dove le strutture finanziate dal “pubblico” si contano sulle dita di una mano. Nell'area Casilina, ad esempio, solo Colleferro può vantare un asilo pubblico. Conta 100 posti, per un costo che si aggira attorno ai 180 euro mensili. Interminabile la lista di attesa. Chi è rimasto fuori dalle graduatorie può rivolgersi al privato, ma ad un prezzo che raggiunge anche i 450 euro mensili. Per le famiglie "bisognose" La Regione stanzia dei contributi annuali per un massimo di mille euro (c'è tempo fino al 9 settembre per presentare domanda). Ma anche i Comuni "virtuosi", pochi a dir la verità, hanno avviato iniziative per sostenere i redditi. «Il problema – spiega Cinzia Sandroni, assessore all'Istruzione del Comune di Colleferro – risiede negli alti costi di gestione della struttura. Molti Comuni dell'area hanno provato ad ottenere dei finanziamenti per aprire ma la difficoltà risiede anzitutto nel costo del lavoro, impossibile da affrontare per alcuni. Qui a Colleferro abbiamo scelto la strada del pubblico – ha aggiunto l'assessore – ma sono sempre di più le difficoltà che dobbiamo affrontare ogni anno».

Solo ad Artena stanno provando una soluzione “controcorrente”. Grazie a un finanziamento regionale di qualche anno fa, in località Valle dell'Oste sarà pronto entro il nuovo anno un nuovo asilo nido comunale. «Oggi i genitori di quest'area – spiega l'assessore del Comune di Artena, Augusto Angelini – si rivolgono ai privati. Domani potrebbe esserci l'alternativa del pubblico ma dovremo fare un bando e i costi si annunciano alti. Ci batteremo per ottenere i finanziamenti, ma con i nuovi provvedimenti la strada è in salita». 

 Carmine Seta

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