Bilancio, via libera fra le polemiche

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Breve – “solo” 6 ore, pausa compresa – e conciso: così il Consiglio comunale di Pomezia che martedì ha visto l’approvazione del bilancio di previsione annuale 2011 e pluriennale 2011– 2013. Abituati a sedute interminabili, con estremo stupore i presenti sono stati congedati alle 23:15 – l’assise era iniziata alle 17:00 – con tutti i punti all’ordine del giorno approvati. Risultato ottenuto soprattutto grazie ad una “tecnica” che ha spiazzato l’opposizione: la discussione unica, comprensiva di tutti e 5 i punti da trattare. Pur accettando la proposta avanzata dal presidente del Consiglio, l’opposizione non si è forse ben resa conto che l’opportunità di discutere dei vari argomenti veniva circoscritta alla fase iniziale, anche se senza limitazioni temporali su ogni singolo intervento.

Terminata la relazione introduttiva fatta dal sindaco, che ricopriva anche il ruolo di assessore al Bilancio, sono infatti stati pochi i consiglieri che hanno preso la parola per contestare i dati forniti dal primo cittadino. La relazione di De Fusco, più politica che tecnica, era più finalizzata a contrastare gli attacchi all’Amministrazione – accusata attraverso manifesti di sperperare il denaro pubblico e di aver portato al dissesto finanziario le casse comunali – che a fornire dettagli sul bilancio stesso. «Vorrei rispondere – ha dichiarato il sindaco – a quanti sostengono che il mio Governo ha prodotto solo debiti: nel 2006, anno del mio insediamento, il debito procapite a Pomezia era di 1.950 euro, mentre oggi è sceso a 1.750. Non abbiamo più contratto mutui, scegliendo di portare avanti le opere pubbliche solo attraverso finanziamenti di Enti superiori. Nonostante la situazione non sia rosea, per andare incontro ai nostri abitanti abbiamo fatto una precisa scelta politica, decidendo di non alzare le tasse dirette ai cittadini. Per recuperare abbiamo deciso di colpire chi non paga le tasse: abbiamo accertato crediti da parte di evasori per 29 milioni di euro, ed emesso decreti conservativi per 14 milioni».   Immediata la risposta di Luigi Celori, autore dei manifesti. «I buchi nel bilancio – ha dichiarato – ci sono eccome. Così come è vero che la campagna elettorale del centrosinistra si è basata sulle aspettative dei precari, deluse dopo le elezioni. Stessa cosa per l’Università, i cui debiti sono stati fatti da persone che ancora adesso sono nel CdA, guidate dallo stesso sindaco: la colpa di quanto avvenuto finora non può essere imputata a qualcun altro».

«Da quello che dice il sindaco – ha aggiunto Fabio Fucci – il nostro sembrerebbe un Comune virtuoso, praticamente in attivo, ma non è così. Nel 2010 c’è stata una maggiorazione dell’indebitamento pari a 14 milioni. E’ inoltre bizzarro che un preventivo che comprende una valanga di opere pubbliche da realizzare nel 2011 venga approvato praticamente a fine anno». Le votazioni hanno visto passare i primi 4 punti in pochissimi minuti, mentre gli emendamenti al bilancio sono stati tutti bocciati. «E’ la prima volta che vedo una votazione di bilancio dove non sia stata presentata una relazione tecnica – ha dichiarato dall’opposizione Giorgio Puggioni – Il sindaco non ha espresso cifre né tipologie di servizi, impedendo così una vera discussione». «Come ben sanno i politici di lungo corso, fare una relazione tecnica su qualcosa che ogni consigliere ha in mano da più di un mese – ha risposto De Fusco – è una semplice mossa per perdere tempo. Se il bilancio non fosse stato corretto, l’opposizione avrebbe potuto presentare maggiori emendamenti, cosa che non ha fatto». 

 Maria Corrao