Morta dopo gioco erotico, per il gip è omicidio colposo

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Dovrà rispondere di omicidio colposo e non preterintenzionale, Soter Mulè, l'ingegnere accusato della morte di una 23enne, Paola Caputo, al termine di un gioco erotico estremo compiuto in un garage alla Bufalotta.

Per il gip Marco Mancinetti, infatti, l’ingegnere 42enne non avrebbe messo in atto alcun “comportamento di prevaricazione, di minaccia o di costrizione per indurre le due vittime ad accettare di essere legate” ma avrebbe posto in essere una "gravissima imprudenza, contrassegnata dall'aver dato corso a una pratica in cui egli stesso si definisce poco esperto e che è oggettivamente rischiosa".

L’accaduto è stato ricostruito dal gip nelle sette pagine dell’atto, sulla base del racconto di Mulè, ritenuto “attendibile”. Verso le 14 di venerdì l’ingegnere contatta le due ragazze su facebook e i tre si incontrano alle 19. Vanno in due locali, bevono rum, birra e fumano hashish. Poi la decisione di andare nel garage di Bufalotta. La prima ad essere legata è Federica, poi tocca a Paola. Quest’ultima viene bloccata "in stazione eretta, con piedi a terra, ma subito dopo essere stata legata, accusa un malore e perdendo i sensi si accascia al suolo: il peso del suo corpo mette in tensione le corde, comprese quelle intorno al collo di entrambe le ragazze". Il gioco, comunque, “non prevedeva alcun effetto di sollevamento mediante la corda al collo delle due ragazze". Le fasi immediatamente successive sono caratterizzate della concitazione. Mulè cerca di liberare le giovani, cerca un coltello prima nella borsa di Federica e poi nella sua auto. Quando trova la lama è però troppo tardi per Paola. Mulè allora soccorre Federica e poi chiede aiuto.

L'ingegnere, secondo il gip, ha sbagliato perché non ha tenuto accanto a sé il coltello, come invece la pratica del bondage suggerisce. Alla luce di questa ricostruzione il gip ha dunque ritenuto di derubricare l’accusa di omicidio preterintenzionale avanzata dal pm Maria Letizia Golfieri in omicidio colposo.