Elsa Morante rifugio dei clochard

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Non solo buche nel parcheggio della biblioteca comunale Elsa Morante. L’intero spiazzo è completamente abbandonato al degrado e il problema delle voragini sembra quasi passare in secondo piano. Già da tempo era stato segnalato che il largo è disseminato ovunque di buche e le mattonelle che si sono staccate dalla pavimentazione sono state rimesse in sede in modo scomposto e disordinato. Ma a preoccupare maggiormente è il modo in cui sono stati arrangiati alcuni ripari di fortuna.

Perché ormai l’area più che un parcheggio si è trasformato in vero e proprio dormitorio a cielo aperto per tanti senzatetto disperati. Addentrandosi tra le incolte e ormai secche piante delle aiuole che corrono intorno al perimetro dello spiazzo, ci si ritrova in un vero e proprio ricovero per la notte. Nessuno si occupa della manutenzione del parcheggio molto frequentato non solo da tanti studenti che si recano nella biblioteca per studiare. Poco controllato e monitorato è stato scelto quindi come sede per ripari improvvisati. Così quando cala la notte e tutte le macchine abbandonano l’area, il parcheggio si popola di tanti indigenti che cercano un posto per dormire. Tra la vegetazione sono stati aperti diversi varchi da cui si può accedere a questi corridoi adibiti a dormitori. E tra sterpaglie e tanta spazzatura, dietro alle piante molto alte, si può trovare nascosto davvero di tutto: soprattutto tanti materassi logori e sporchi lasciati per terra tra il bordo delle aiuole e il muro di recinzione del parcheggio. Solo i più fortunati però possono riposare su dei veri e propri materassi, per quanto consunti. Per tutti gli altri a terra sono adagiati e ammassati l’uno dietro l’altro cartoni e stracci arrangiati per formare giacigli.

Chissà quanti invece cercando un posto per dormire e si accontentano di sdraiarsi a contatto con il pavimento. Preoccupanti le condizioni igieniche di questi giacigli di fortuna: ammassata intorno si accumula tanta spazzatura. Dagli stessi vestiti abbandonati lì dai senzatetto, ai rimasugli di bivacchi, bottiglie, cartacce e fazzoletti. Il tutto tra la sporcizia varia, foglie rinsecchite e sterpaie. Lo spettacolo si ripete in ogni angolo in cui la vegetazione è abbastanza fitta per consentire di passare inosservati. Una situazione di degrado e disperazione che mette in luce quanto sia diffusa la problematica degli indigenti, vagabondi e immigrati nel Municipio XIII. E di tutti coloro che vivendo al di sotto della soglia di povertà cercano di arrangiarsi e trovare un rifugio qui almeno sin quando le temperature lo consentiranno. 

 Fabrizia Memo