Disabili dimenticati: scoppia la protesta

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Erano una cinquantina ieri mattina a manifestare davanti a Palazzo Guidoni contro la chiusura del centro diurno per disabili gestito dalla associazione “Insieme-Cieli Azzurri e Centro Maria Gargani”. Una protesta composta, organizzata per ricordare alle istituzioni locali l’importanza del lavoro svolto dall’associazione sul territorio. L’emergenza, ancora una volta, per il centro è il mancato arrivo del  necessario sostegno economico. Il Comune di  Guidonia già qualche giorno fa aveva chiarito la sua posizione per bocca dell’assessore ai Servizi sociali Ernelio Cipriani, che aveva precisato che «il Comune è perfettamente in regola con i pagamenti. I soldi rivendicati dall’associazione rappresentano una parte del contributo di competenza della Provincia di Roma. Per quanto riguarda il rinnovo della convenzione e relativo finanziamento per l’anno 2011 la delibera di Giunta era già pronta da molti giorni, a dimostrazione del preciso modo di agire dell’Amministrazione comunale di Guidonia Montecelio». 

Conti alla mano sono circa 90mila gli euro in meno per le strutture, 6 dipendenti senza stipendio  da giugno 2010 e due associazioni che sono riuscite ad andare avanti grazie ai contributi esterni e al volontariato. Comunque,  grazie alla mobilitazione, qualcosa si è mosso. «Ho  sentito al telefono il sindaco Eligio Rubeis – ha detto l’assessore provinciale alle Politiche sociali Claudio Cecchini –  e abbiamo stabilito che ci incontreremo domani  (oggi n.d.r.) nel suo ufficio, insieme ai rappresentanti del Centro Insieme, per trovare una soluzione al problema che si è creato. La Provincia di Roma, come a suo tempo aveva già avuto modo di far presente al Centro Insieme che apprezza molto il lavoro dell'associazione, e si impegna a sostenerne l'attività. Non posso lasciare – ha concluso Cecchini – che un'esperienza così importante rischi la chiusura a causa di contrattempi amministrativi che non dipendono dalla Provincia. Per questo ho deciso di prendere in mano la situazione e incontrare immediatamente sindaco e associazione per trovare una soluzione». 

 Adriana Aniballi