Il cantiere navale della Roma imperiale

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Ancora un’eccezionale scoperta archeologica nell’area dell’antica Porto a Fiumicino. Gli archeologi dell’Università di Southampton e della British School at Rome, impegnati   a lavorare in collaborazione con la cooperativa Parsifal di Roma a Porto-Fiumicino, nei pressi dell’aeroporto Leonardo da Vinci, sotto la direzione del professor Simon Keay dell’ateneo inglese, hanno scoperto un imponente edificio che pensano abbia avuto un ruolo importante nella costruzione e manutenzione delle navi in quello che fu il porto marittimo della Roma imperiale. Si tratterebbe di quelli che un tempo dovevano essere gli antichi cantieri navali venuti alla luce dopo il cosiddetto “colosseo del mare” e dopo il ritrovamento, la scorsa primavera, della nave romana risalente al II, III d.C.. Le ricerche  si svolgono con la collaborazione della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma diretta dalla dottoressa Annamaria Moretti e rappresentata sul territorio di Ostia e Fiumicino dal dottor Angelo Pellegrino, responsabile per gli scavi archeologici di Ostia Antica.

L’edificio scoperto aveva forma rettangolare e si estendeva da ovest a est per almeno 145 metri lungo il lato settentrionale del bacino esagonale di Traiano, nel cuore del porto romano, con un colonnato con 8 navate. Al momento gli scavi in corso hanno messo in luce un ampio corridoio a volte che delimitava la parte occidentale del complesso e una prima navata larga circa 12 m e lunga 58 m, con piloni rettangolari di circa 2 x 1,50 m. Le notevoli dimensioni, oltre alla posizione e all’unicità dell’edificio, hanno indotto gli archeologi a ipotizzare che abbia avuto un ruolo fondamentale nella costruzione e riparazione delle navi durante i mesi invernali. Potrebbe infatti essere stato adibito per ospitare grandi quantità di legname, teli e altri materiali che potevano raggiungere l’edificio dal porto di Claudio attraverso l’ingresso settentrionale. Ieri la prima presentazione della scoperta. 

 Maria Grazia Stella