Malagrotta bis, Riano in cima alla lista

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Oggi pomeriggio, alle ore 17, presso la sala consiliare del Comune di Riano, si terrà un Consiglio comunale straordinario sul problema rifiuti nel Lazio, a seguito dell'ufficialità della nomina del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, a commissario delegato per la questione Malagrotta, discarica che, come da notifica della Commissione europea al Governo italiano, dovrebbe chiudere entro l'anno. Un provvedimento che renderà necessario trovare a breve un sito alternativo. Le cave di Riano, insieme a Pian dell'Olmo, a confine con il comune di Roma, rimangono in cima alla lista e secondo alcune voci di stampa dovrebbero ospitare una discarica che macera il 55% dei rifiuti di Roma, Fiumicino, Ciampino e dello Stato del Vaticano. Ipotesi che in questi giorni sembra si faccia sempre più concreta nonostante per vincoli ambientali e archeologici, per la vicinanza delle abitazioni o dei corsi d'acqua o per la eccessiva permeabilità del terreno la scelta sia stata ritenuta inopportuna dagli stessi tecnici regionali.

Ma in paese istituzioni e cittadini sono sul piede di guerra. L'ipotesi discarica alternativa a Malagrotta, infatti, crea forte preoccupazione, tanto che il sindaco del Comune, Marinella Ricceri, con un telegramma, ha invitato lo stesso commissario Pecoraro a partecipare al Consiglio. «Domani (oggi ndr) – ha detto il sindaco Ricceri – ribadiremo al neo commissario la totale contrarietà ad ipotesi che prevedono discariche alternative a Malagrotta nel territorio del comune di Riano o nel territorio confinante di Pian dell’Olmo che, solo formalmente, ricade nel Comune di Roma, e lanceremo una vigilanza costante, continua e determinata su tutta la vicenda. Noi a Riano non vogliamo nessuna discarica». Sostegno all'iniziativa è arrivato anche dal consigliere provinciale Carlo Lucherini che ha richiamato le responsabilità del Campidoglio e della Regione. «Oggi la decisione di nominare un commissario ai rifiuti – commenta Lucherini – è una furbata del duo Alemanno – Polverini per scaricarsi dalle responsabilità politiche delle scelte che verranno operate.  E' arrogante scaricare sulla provincia le incapacità e le difficoltà di Roma che dopo più di tre anni è ancora al 25 per cento di raccolta differenziata. E' un errore disseminare di discariche, nemmeno tanto  "mini" come si dice visto che si va da 45 ettari a 175, tutta la Regione. Bisogna ripensare globalmente la questione, a cominciare dalla raccolta differenziata porta a porta». 

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