Trasporto su gomma fa ancora acqua

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Per quest’anno non cambiare, stesso disagio, stesso rottame». Questa la strofa che, parafrasando il celebre successo anni ’60 di Piero Focaccia, potrebbero aver cantato i pendolari dei Castelli Romani, rientrati da poco dalle vacanze ma già pronti a rivivere con Cotral un anno di passione e di stress. È passato un anno esatto da quando Cinque Giorni decise di salire su un autobus e verificare “sua sponte” le condizioni e i tempi del trasporto su gomma lungo la via Appia Nuova, da Albano a Ciampino. Lo abbiamo fatto di nuovo, speranzosi di positivi riscontri ma il 2011 si è mostrato più impietoso del 2010.

Adesso come ieri la pappa è sempre la stessa, anzi è proprio scaduta; in poco più di sei chilometri e otto fermate, distribuite su entrambe le carreggiate della strada consolare, predominano sporcizia, pensiline arrugginite e prive di sedili, segnaletica sbiadita, assenza di marciapiedi, utenti costretti a sostare sul guard-rail per la carenza di adeguate piazzole di attesa, pullman obsoleti, strapieni e spesso in ritardo. Una odissea per i viaggiatori, che tra traffico veicolare incandescente, linee ferroviarie inefficienti e un Cotral in crisi, non sanno più che pesci pigliare. I gravissimi disservizi sono stati denunciati anche dalla Provincia di Roma, uno dei soci dell’azienda regionale, e forse una delle poche a spendersi seriamente per la tutela dei pendolari disperati: «Esprimiamo forte preoccupazione per l’assenza di una strategia complessiva in un momento così drammatico per il sistema del trasporto pubblico nel Lazio – ha detto l’assessore alla Mobilità Colaceci -. Siamo gli unici che hanno fronteggiato l’emergenza anche acquistando pullman messi a disposizione del deposito di Subiaco.

La Provincia di Roma, inoltre, continua con le agevolazioni metrebus e non taglia investimenti sul sistema su gomma nonostante la revoca da parte della Regione del finanziamento di parcheggi di scambio». Urge dunque quel rilancio aziendale e quel ruolo trainante della Regione Lazio che sinora sono mancati. I primi a farne le spese sono e continuano ad essere ovviamente i pendolari e la loro capacità di sopportazione.

Marco Montini