Si è dimesso il sindaco di Fiumicino

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Ieri sera, nemmeno troppo a sorpresa considerate le numerose voci che fin dalla mattinata si rincorrevano nei corridoi di via Portuense, il sindaco Mario Canapini si è dimesso. La decisione è stata comunicata attraverso una nota dell’ufficio stampa, in cui il primo cittadino ha fornito le sue spiegazioni: «In queste condizioni la città non può essere governata. La maggioranza deve ritrovare al suo interno la serenità e la giusta coesione che hanno caratterizzato otto anni di buon governo cittadino per continuare ad affrontare le continue crescenti difficoltà derivanti dalla crisi economico-finanziaria generale, le cui ricadute nel nostro territorio sono molto pesanti». «Occorre un impegno forte di tutti, anche della Regione», spiega Canapini, «per definire un programma di fine mandato atto a dare soluzione ai problemi ancora irrisolti e affrontare la prossima scadenza elettorale con lo stesso spirito e unità che hanno portato il centrodestra alla vittoria nel 2003 e nel 2008, senza personalismi o rivendicazioni di parte».

Un atto di dignità e buon senso, quello del primo cittadino. Ma anche una risposta politica forte, nei confronti di coloro che fino a pochi mesi fa hanno appoggiato il suo programma e ora pongono condizioni per il proseguimento dell’attività amministrativa. Una linea “dura”, quella dei fuoriusciti del Pdl, proseguita lunedì scorso al termine della votazione di bilancio con le dimissioni del presidente del Consiglio Mauro Gonnelli, del presidente della commissione Urbanistica Claudio Paolini e del presidente della commissione Scuola e cultura Anacleto Buggini. Un bilancio sanguinoso, tra consuntivo 2010 (che si chiude con un passivo certificato di 10 milioni di euro, una spesa corrente intorno agli 80 milioni e la riduzione da 30 a 10 milioni degli investimenti previsti) e una previsione per il 2011 altrettanto preoccupante, con il mantenimento dei livelli di spesa e tagli feroci sul servizio di raccolta rifiuti, illuminazione pubblica e sociale anche a seguito della riduzione dei trasferimenti dallo Stato e il blocco prefettizio sugli autovelox. Documenti approvati, anche e soprattutto grazie al voto favorevole dei pidiellini in rotta col sindaco, che però a un giorno di distanza si trovano nuovamente ( e in una posizione di svantaggio) di fronte al rischio del commissariamento che avevano voluto evitare. Insomma il sindaco decide di riprendersi il coltello dalla parte del manico, perchè adesso i pidiellini devono andare da lui e convincerlo a fare un passo indietro, entro due settimane, sennò sono guai per tutti.

Alla notizia delle dimissioni del sindaco, il dimissionario Gonnelli ha commentato: «Noi abbiamo votato il bilancio proprio per senso di responsabilità, lui adesso rassegna le dimissioni e dice che bisogna ritrovare coesione e collegialità. Personalmente non riesco a comprendere le sue motivazioni, preferisce mettersi da parte piuttosto che confrontarsi, con il rischio di mandare la città al collasso? Mi auguro vivamente che ci ripensi, sarebbe un errore da parte sua, proprio ora che avevamo posto le condizioni per restituire slancio all’azione di governo». Certo è che adesso se ne vedranno delle belle. Perchè in fin dei conti Canapini ha poco da perdere, con il suo secondo mandato quasi a scadenza. Anzi, a dire il vero con le sue dimissioni ha acquisito maggiore considerazione anche da parte di un’opposizione spesso contestatrice e recalcitrante di natura. La guerra (sottile) di potere è diventata una partita a scacchi. O vogliono ancora dirci che a nessuno interessa la poltrona?

D. Cap.