Lavoratori senza soldi nè certezze

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Casse comunali di nuovo a secco. A dimostrarlo il ritardo nel pagamento degli stipendi ai dipendenti della Pomezia Servizi, l’azienda multiservizi con socio unico il Comune di Pomezia. Se tutto andrà bene, i lavoratori riceveranno le loro competenze intorno al 10 ottobre invece che il 27 settembre. «E’ inammissibile – ha dichiarato Renzo Antonini, consigliere comunale di maggioranza e sindacalista da sempre – l’Amministrazione comunale deve tutelare i lavoratori, garantendo il pagamento delle retribuzioni in modo puntuale, o quanto meno paritario».

Cosa intende? «Chi è dipendente comunale riceve il bonifico regolare, nei tempi previsti, perché già con una giornata di ritardo i sindacati scendono sul piede di guerra e minacciano scioperi, mentre i lavoratori della Pomezia Servizi, così come quelli del Consorzio Universitario, hanno spesso problemi che restano inascoltati. Non si possono penalizzare sempre le stesse persone. Inoltre la maggior parte dei dipendenti ha sottoscritto mutui o prestiti e non può permettersi di pagare in ritardo. Anche per questo motivo, se entro dieci giorni al massimo non riceveranno i bonifici ci sarà una forte protesta». Ad esprimere apprensione anche Giuseppe Cappucci, segretario generale della Cgil del Comprensorio Pomezia – Castelli – Colleferro – Subiaco, che si dice preoccupato non solo per i ritardi nei pagamenti, ma soprattutto del futuro lavorativo dei dipendenti. «Il sindacato chiede maggiore chiarezza al Comune di Pomezia circa la concretezza degli atti assunti già qualche mese fa. In assenza di risposte concrete si preannunciano momenti di assemblea e di lotta».

Quanto sta accadendo in questi giorni sembra il remake di quanto visto nel maggio del 2009, quando il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco aveva incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori, che da mesi chiedevano un incontro per avere rassicurazioni in merito a voci sul futuro della società che presta servizio per il Comune. Voci nate dopo le dichiarazioni fatte dal direttore generale dell'azienda, Guido Tacconi, il quale aveva rivelato lo stato di deficit dovuto al credito vantato e non riscosso nei confronti del Comune. Una cifra vicina ai 10 milioni di euro e per la quale l'Amministrazione aveva deciso di ricorrere a una patrimonializzazione. Debiti rimasti quasi invariati a distanza di due anni. «Che la situazione dal punto di vista economico non sia buona lo sappiamo tutti – ha precisato il sindaco – ma anche questa volta per i lavoratori non c'è alcun allarme». Sarà, ma intanto i dipendenti della municipalizzata hanno indetto un presidio per stamattina in piazza Indipendenza. 

 Maria Corrao