Il pronto soccorso resta a Frascati

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Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza 4286 del 30 settembre scorso, ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Marino contro la sentenza di sospensiva del Tar del Lazio per il trasferimento del Pronto soccorso da Frascati al “San Giuseppe” di Marino. Si scrive la parola fine di una vicenda iniziata esattamente un anno fa con la pubblicazione del famoso decreto regionale numero 80? Non ancora tecnicamente, ma è evidente che Frascati segna un altro e probabilmente decisivo punto a proprio favore in quello che è un assurdo ed improponibile braccio di ferro con Marino.

Per quanto le due amministrazioni, che si guardano a breve distanza, evitino lo scontro istituzionale diretto, quello tra i due Comuni castellani è un surreale derby che va avanti da un anno. Il Consiglio di Stato, dunque, boccia il ricorso dell’Amministrazione comunale di Marino che aveva contestato la sospensiva del Tar dello scorso luglio: a decidere, probabilmente in maniera conclusiva, ma difficilmente in contrasto con tutte le indicazioni finora emerse, sarà lo stesso Tribunale amministrativo del Lazio che il 23 novembre prossimo dovrà esprimersi definitivamente in merito a ciò che il Piano sanitario della Polverini prevede per l’ospedale “San Sebastiano”. Ovvero un drastico ridimensionamento col trasferimento di tutti i reparti di urgenza a Marino.

Corsi e ricorsi: poca sanità e soprattutto tante aule di tribunale. Previsto nell’allegato D del documento varato (e difeso a più riprese) dalla Polverini, il depotenziamento del “San Sebastiano” è sempre più questione politico-amministrativa piuttosto che questione sanitaria di pubblico interesse. A un anno dal sit-in dei sindaci del quadrante tuscolano e dalla “scesa in Regione” dei primi cittadini respinti con (troppa) decisione dal governatore il futuro del “San Sebastiano” appare sempre più definito anche se sarà bene tenere ancora gli occhi ben aperti. Ma siamo già in piena zona Cesarini.