Mancano gli infermieri Emergenza al Grassi

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Centoventiquattro dipendenti andati in pensione, dieci in mobilità, da agosto l’interruzione delle sostituzioni delle maternità. Sono solo alcuni dei numeri e dei fenomeni dell’emergenza sanità della Asl RomaD. «Servono infermieri, invece si assumono ingegneri. – attacca Eugenio Bellomo, coordinatore Rsu – Negli anni ci siamo fatti portavoce delle esigenze di copertura di organico nella azienda e all’ospedale Grassi di Ostia. Abbiamo occupato la direzione generale alla dottoressa Gabriele, siamo saliti sul tetto del Grassi, abbiamo rappresentato le carenze ai commissari straordinari Ansuini e Vittucci, infine abbiamo presentato le stesse richieste al nuovo dirigente il professor Romano. Le proteste del 2009 hanno portato agli avvisi per sostituzione delle maternità, quelle del 2010 alla proroga degli incarichi degli ausiliari (la dottoressa Gabriele) e delle terapiste del Tsrmee. (la dottoressa Ansuini) e alla condivisione delle carenze (Dott.Vittucci).

Con l'arrivo del dottor Romano abbiamo certificato il pensionamento di 124 dipendenti e la mobilità in uscita di altri 10. Da agosto l'interruzione delle sostituzioni delle maternità ed era nelle nostre conoscenze la ripetuta richiesta da parte della direzione Asl di 20 infermieri e 15 ausiliari. Ciò non ci soddisfaceva, perchè pensavamo e pensiamo alle carenze di terapisti sia al Cpo che al Tsrmee. di assistenti sociali (indispensabili per le commissioni di invalidità), ma ritenevamo si potesse fare un ulteriore passo con l'Atto di Autonomia Aziendale di prossima presentazione». Da mesi infatti i sindacati denunciano la grave carenza di personale all’interno dei presidi sanitari di Ostia e l’entroterra, in particolare di quello infermieristico, insufficienti soprattutto nel nosocomio lidense che serve un bacino di utenza di circa 500mila euro. «Oggi apprendiamo che l'Azienda ha indetto 7 avvisi di assunzione a tempo determinato (1 anno) per 7 diverse figure professionali, ma con grande stupore scopriamo non si tratti di personale di assistenza, nè di medici. – aggiunge Bellomo – Si tratta di tre ingegneri, veterinari, assistenti amministrativi, esperi in materie giuridiche, un medico igienista. Come Rsu riteniamo sciagurata la scelta dell'azienda di dare priorità a figure di cui c'è certamente bisogno, ma che sono secondarie rispetto all'assistenza diretta. Lunedì 10 ottobre abbiamo convocato una riunione del nostro consiglio per condividere le azioni di protesta da intraprendere nei prossimi giorni».