Niente fondi per il sociale Forte invita alla protesta

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Niente fondi per i servizi sociali. L’unica via rimane la protesta contro il Governo che ha tagliato i fondi. Questo in estrema sintesi il contenuto della lettera «shock» inviata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alle Politiche sociali della Regione, Aldo Forte, ai sindaci del territorio provinciale. Un documento che ha mandato su tutte le furie il sindaco di Carpineto Romano, Comune capofila del piano di zona locale, che ha replicato al rappresentante regionale con una lettera dai contenuti alquanto polemici.

«Il nostro Comune che gestisce come capofila il Piano di Zona vede, dopo la ricezione della Sua nota, la mancanza di una prospettiva reale ed immediata indispensabile all’attivazione dei fondi necessari ad assicurare i servizi previsti – si legge nella nota stampa di Quirino Briganti. Il contenuto di questa missiva, con la quale chiedeva di non presentare alla Regione Lazio il Piano distrettuale per la non autosufficienza, è apparsa molto preoccupante. Inscenare una protesta, così come ci è stata configurata, è cosa più confacente alle associazioni delle Autonomie se contestualmente non si prefigura una chiara scelta di campo da parte della Regione Lazio che di fronte ad una riduzione drastica dei finanziamenti del Governo dovrebbe, per dovere istituzionale, individuare assi strategici prioritari come le politiche sociali sulle quali si dovrebbero far convergere le somme disponibili del proprio bilancio.

Gli stessi Comuni che fanno parte del distretto socio-sanitario RM G 6 – continua la lettera – hanno compiuto nel decennio trascorso, la scelta di compartecipare al 50% circa, rispetto al finanziamento regionale, alle attività del Piano di Zona; questo dimostra la profonda convinzione con cui gli Enti locali territoriali, nonostante le estreme difficoltà finanziarie, hanno sostenuto  i processi d’integrazione socio-sanitaria. Al ridimensionamento dei fondi statali alla Regione Lazio, che da 80.000,00 milioni di euro passano nel 2013 a 3.9 milioni di euro, va contrapposto da parte della Regione, oltre che una opportuna protesta nei confronti del Governo nazionale, un preciso piano finanziario che possa prevedere una compensazione finanziaria alla drastica razionalizzazione della spesa sociale. Questo ci sembra il modo più concreto, così come sta accadendo in alcune altre Regioni, per assicurare la continuità dell’erogazione di servizi e garantire nel contempo una prospettiva immediata ai cittadini interessati».