La grande fuga da Riano

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Il "mattone" fa un passo indietro dopo l'annuncio dell'apertura di una nuova discarica a Riano. Gli esperti immobiliari locali fanno già la conta dei primi danni economici e parlano di una svalutazione dal 10 fino al 30 per cento delle case adiacenti al sito scelto dal commissario Pecoraro. «Il paese si sviluppa attorno alle cave di Quadro Alto, quindi tutti saranno interessati dal provvedimento – spiega Annalaura di Alfa Immobiliare. L'effetto è già evidente. Abbiamo ricevuto la disdetta di alcuni compromessi immobiliari e le telefonate da qualche giorno a questa parte sono nettamente diminuite. Chi chiama è preoccupato per il futuro. Nessuno può immaginare cosa possa succedere. Di certo – aggiunge Annalaura – c'è molta sfiducia. C’è perplessità sul fatto che il sito possa rimanere aperto per 36 mesi. La paura – aggiunge – è che il provvisorio possa diventare definitivo e distruggere così le bellezze naturalistiche di questa area».

Quelli immobiliari non sono però gli unici “calcoli”. Nell'area della discarica sono infatti presenti anche un ristorante, un'officina meccanica e quattro aziende estrattive. A nessuno di loro è stato comunicato nulla sul futuro e sono pronti ad azioni clamorose in caso di disdetta dei contratti. Nel frattempo ieri il prefetto ha escluso l'apertura di un tavolo con i comitati locali. «I tavoli aperti sono solo quelli con le istituzioni» – ha dichiarato Pecoraro, a margine di un incontro privato con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e con il questore, Francesco Tagliente. E sul tipo di gara che verrà utilizzata per la gestione delle nuove discariche, il commissario ha chiarito che «i consulenti stanno studiando. Si tratta sicuramente di procedure concorsuali abbreviate. Vediamo come poterle organizzare perchè devono essere chiuse in brevissimo tempo». Prosegue intanto a distanza la polemica tra Polverini e Galan sui vincoli paesistici sul sito di Pizzo del Prete a Fiumicino. «Sanno tutti e lo sa anche Galan – ha detto ieri la governatrice – che leggendo bene la lettera si evince che ci sono dei vincoli messi dalla Regione sul piano paesistico che investono una piccola parte di quel sito. È un sito di 150 ettari e a noi ne serviranno al massimo trenta. Galan dice questo, non c'è nessun problema». 

 Carmine Seta