La rabbia dei “truffati” del Parco della Minerva

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Si riuniranno tutti sabato prossimo, gli sfortunati acquirenti del complesso immobiliare “Parco della Minerva” di Pomezia, per decidere una linea comune finalizzata a ottenere finalmente il possesso delle abitazioni per le quali hanno versato congrui anticipi – fino a 180mila euro – e hanno sottoscritto la formula “Easy Home”, un accordo che impegna il cliente a versare una rata mensile di circa 900 euro. La costruzione del complesso è bloccata dal marzo scorso, quando il tribunale di Roma decretò il fallimento della Di.Ma. Costruzioni, di proprietà del costruttore Raffaele Di Mario, arrestato pochi giorni dopo e ora ai domiciliari. Ad agosto il fallimento è stato revocato, in attesa che il ministero del Lavoro si esprima sull’applicabilità della legge Prodi bis, che consentirebbe un salvataggio in extremis della società e, forse, la ripresa dei lavori. Ma la preoccupazione tra i compratori è tanta: per decine di persone la consegna era prevista entro settembre 2011, ma le case sono ancora da terminare. Qualcuno ha pensato di non pagare più e richiedere i soldi indietro, ma questa pare una strada impossibile da percorrere.

«Se i compratori non dovessero onorare le rate – ha spiegato uno degli avvocati interessati alla vicenda – potrebbe esserci una risoluzione contrattuale per inadempienza. Mentre per quanto riguarda la restituzione delle somme versate, al momento è sconsigliabile intraprendere un’azione legale in quanto devono ancora essere definiti molti aspetti legati ai ruoli dei vari attori». Che sono davvero tanti: oltre la Di.Ma. c’è l’agenzia immobiliare Frimm, la Raetia Sgr, ovvero l’istituto che ha erogato il mutuo attraverso un fondo e le Generali, l’assicurazione che ha rilasciato la fideiussione. Più volte la Raetia Sgr ha scritto agli acquirenti cercando di rassicurarli sull’imminente ripresa dei lavori, in realtà mai avvenuta. «Passo quasi ogni giorno davanti a quel cantiere abbandonato e nulla, neanche un foratino, si è mai più mosso – ha dichiarato Roberto Conforto, uno degli acquirenti –. Io, come tanti altri, sono disperato. Attendo con ansia che si sblocchi la situazione, avendo un bisogno vitale di quella casa visto che al momento, oltre al mutuo, sono costretto a pagare l'affitto di un'altra abitazione».

«Dopo circa sei mesi di silenzi, intervallati da comunicati più o meno ufficiali, ci ritroviamo senza risposte concrete e soprattutto senza un avanzamento lavori – ha spiegato un altro compratore – per questo abbiamo realizzato un blog sulla rete e fondato il “Comitato per la tutela degli acquirenti del Parco della Minerva”, attraverso il quale stiamo cercando di coordinare la nostra azione. Non credo sia più opportuno muoversi singolarmente, occorre unire il nostro disagio per sviluppare un azione comune capace di dare voce alle nostre istanze, magari incontrandoci periodicamente, consultandoci con un legale e individuare il nostro effettivo referente al fine di ottenere risposte concrete». «Pagare un affitto e un mutuo, soprattutto in un periodo di crisi economica come questo – ha concluso Conforto – è praticamente impossibile per la maggior parte di noi. Facciamo quindi un appello alle autorità, affinché si interessino alla nostra vicenda».                                                   

Maria Corrao