Brunamonti-Orciuoli, scontro frontale

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N on accenna a placarsi la polemica interna al Pdl di Albano. «Fa sorridere l’intervento di Orciuoli perchè si ostina a difendere l’indifendibile» dice Daniele Brunamonti nel ribattere le dichiarazioni rese a Cinque Giorni dal commissario del Pdl locale sabato scorso. «A proposito di una mia presunta migrazione dal Pdl – sottolinea il consigliere comunale – ribadisco che non penso minimamente a lasciare un partito che a livello locale ho contribuito a creare e far crescere coerentemente». Brunamonte ricorda polemicamente che «nel 2007 Orciuoli lasciò Forza Italia per confluire nell’Udc, passare poi con la Rosa Bianca e, infine, ritornare nel Pdl: se tutti i cambi di casacca contribuissero a fare curriculum come è accaduto per lui allora ci penserò anch’io».

Brunamonti invita poi “l’avversario” a concentrarsi sul tesseramento in corso nel partito «affinché possa raggiungere, qualora ottenesse i numeri, la legittimazione che ora non ha». Sul tema legato ad Albafor e sul ruolo svolto da suo padre all’interno della società partecipata dal Comune il consigliere ricorda ad Orciuoli che «la nomina di mio padre nel cda fu decisa da Mattei come elemento di garanzia in virtù di 35 anni di esperienza. Proprio per la sua etica morale e professionale, mio padre non è mai stato accondiscendente con una linea amministrativa dettata dalla politica che voleva rinnovare ad esempio, i contratti a tempo determinato il 28 marzo 2010 cioè durante lo scrutinio dell’ultima campagna elettorale, quasi fosse un ricatto. Questa sua intransigenza rappresentò il primo scossone per il cda di allora. Successivamente mio padre non volle votare l’allargamento della graduatoria dei direttori da 6 a 7 perché la nuova figura era molto vicina all’allora sindaco Mattei dato che era la sorella. Per non parlare – continua Daniele Brunamonti – di tutte le persone assunte che non avevano requisiti. Fatalità volle che il cda cadde e prontamente ne fu nominato uno nuovo che, guarda caso, senza più l’ostacolo rappresentato da mio padre iniziò ad assumere e fare i propri comodi. Certe illazioni sul mio conto finalizzate allo screditamento del mio profilo politico – prosegue – non servono perché chi mi conosce sa agisco sempre con coerenza e non con doppi fini. Confermo che sono pronto a votare in Consiglio il piano Marini qualora esso garantisse e tutelasse i lavoratori delle società. Orciouli dica pubblicamente piuttosto perché non ha votato in Aula la delibera che ha nominato una società che facesse chiarezza sui conti di Albafor e Albalonga. È evidente – chiosa Brunamonti – che lui non ha soluzioni, ma tante cose da nascondere».