Caccia agli incendiari della Capitale

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A due giorni dalla manifestazione di protesta degli Indignati e dalla guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco la capitale per 5 ore, sono partite ieri le perquisizioni delle forze dell'ordine sull'intero territorio nazionale per rintracciare gli autori dei disordini. Le operazioni di polizia e carabinieri hanno interessato tutte le regioni dal Trentino alla Lombardia, dal Lazio alla Sicilia con controlli a tappeto negli ambienti anarchici e dell’estremismo più radicale, e hanno come obiettivo la ricerca delle armi per la guerriglia urbana utilizzate da soggetti già coinvolti in analoghi episodi e noti alle forze dell'ordine.

Nella capitale sono stati passati al setaccio i quartieri Tufello e Tuscolano. Già domenica sei persone erano state denunciate a Firenze, mentre rientravano a Roma, perché trovati a viaggiare su un furgone dentro al quale sarebbe stato trovato «materiale utilizzato probabilmente durante gli scontri nel corso della manifestazione di sabato». Per i 12 ragazzi fermati durante il corteo, invece, ieri il procuratore aggiunto Pietro Saviotti e il sostituto Marcello Monteleone hanno chiesto al gip Elvira Tamburelli la convalida degli arresti e la misura cautelare in carcere. Resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall’aver avuto il volto travisato, dal lancio di oggetti contundenti e pirotecnici, dall’aver agito in concorso con più persone, sono i reati contestati agli arrestati. La procuratore infine contesta ai fermati di aver agito «nel corso di una manifestazione pacifica e autorizzata» utilizzandola «come contesto idoneo ad ostacolare la pubblica difesa». Parallelemante gli uffici giudiziari capitolini porteranno avanti un’altra inchiesta per quanto riguarda gli episodi di violenza avvenuti nel corso dello stesso corteo. Incendio, devastazione, lesioni, i reati che saranno esaminati in questo secondo incartamento. 

Tra gli arrestati, di cui 5 romani, tre sono donne e hanno età comprese tra i 19 e i 30 anni e non apparterrebbero a particolari organizzazioni, gli altri, tutti con meno di 30 anni, sono finiti in manette a San Giovanni o mentre cercavano di confondersi tra la folla. I denunciati, invece, sono otto, tra questi sei minorenni. La Digos, inoltre, ha iniziato a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona del corteo e sotto le metropolitane. Dai video della fermata Anagnina gli investigatori hanno potuto stanare un centinaio di "incappucciati" che hanno iniziato il loro viaggio da quella stazione verso il centro.  Intanto continua l’acquisizione di foto e video per l’identificazione di altri autori degli atti di teppismo e violenza. Il materiale è al vaglio degli investigatori.

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno havietato per un mese i cortei nel Municipio I e illustrato le altre misure di prevenzione contro il ripetersi di episodi di violenza: «Bisogna fare una pressione violenta tutto l'anno per evitare che nei giorni della manifestazione avvenga quello che si è visto. Questo è il dato fondamentale. Il momento della manifestazione è l'ultimo, prima di quello c'è tutto un anno di contrasto ai violenti, isolamento politico dei violenti che deve essere sostanziale, come è stato fatto negli anni '70 quando fu isolato del tutto il terrorismo. I violenti non devono avere nessuna forma di indulgenza e di comprensione perché solo così non c'è rischio di avere reazioni negative rispetto a questo intervento che deve essere fatto tutto l'anno», ha affermato il sindaco al margine della visita in ospedale dei poliziotti rimasti feriti sabato. Intanto nei due quartieri di Roma devastati si cerca di tornare alla normalità. Sono iniziati ieri in piazza San Giovanni in Laterano i lavori di manutenzione stradale straordinaria. I danni provocati, per un totale stimato di 800 mila euro, consistono in 7.000 sampietrini divelti (pari a 1.200 mq); divelti anche alcuni pali dell'illuminazione pubblica e della segnaletica verticale, oltre a danneggiamenti a marciapiedi, ai percorsi loges per non vedenti e ad elementi di arredo urbano in ferro. Il Comune di Roma Capitale si è costituito parte civile nei procedimenti penali aperti e ha assicurato il sostegno economico alle persone che hanno ritrovato la macchina in fiamme.  

elam