Tutti uniti per una “Nobile” causa

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Tutti insieme per una nobile causa, anzi per la causa della “Nobile”. Il destino della scuola media statale di Ciampino sembra quanto mai appeso a un filo. Un filo tirato come una corda di violino e legato al gomitolo dei tagli governativi e dei provvedimenti regionali, che conferiscono a Provincia ed enti locali il mandato di attuazione del programma di riorganizzazione scolastica. Una brutta gatta da pelare per il Comune, che tra le ipotesi operative ha scelto quella più delicata: adottare un proprio piano didattico che cercasse di soddisfare le esigenze territoriali delle famiglie. Una sorta di diritto di prelazione sulle istituzioni sovra ordinate, che non conoscono a fondo il contesto ciampinese, ma che comunque avranno l’ultima parola sulla vicenda.

Fatto sta che Ciampino ieri ha vissuto un pomeriggio di passione: da una parte famiglie e insegnanti hanno sfilato in corteo per protestare contro la ventilata divisione dell’istituto (creare 2 scuole medie da associare a 2 distinti istituti comprensivi), dall’altra il sindaco Lupi, gli assessori e il corpo docente a colloquio nella palestra della "Nobile". La preside Martelletti ha ribadito che la scuola «deve rimanere cosi com’è, essendo una preziosità che racchiude una offerta didattica ed extrascolastica di eccellenza e che spazia dallo sport al ctp e ai corsi di lingua, passando per l’informatica fino all’attenzione verso alunni con disabilità». Per la dirigente lo smembramento della scuola sarebbe disagevole per gli alunni, che sarebbero costretti da settembre 2012 a cambiare docenti e offerta formativa, vedendo dimezzati spazi e attrezzature. Da par suo Lupi ha confermato che si sta adoperando per cercare di risolvere la problematica: «Ne sono prova i numerosi incontri svoltisi tra l'assessore alla Pubblica Istruzione Fraioli, i dirigenti scolastici, nonché tutte le parti sociali interessate».

Dopo l’assemblea pubblica di ieri i protagonisti hanno concordato un tavolo permanente di concertazione con l'intento di visionare insieme le soluzioni avanzate dall'Amministrazione per giungere presto ad un percorso condiviso. I tempi, però, stringono visto che il Comune dovrà formulare a Provincia e Regione una proposta articolata sulle istituzioni scolastiche del suo territorio entro il 22 ottobre, indicando la ricollocazione degli istituti comprensivi che, per acquisire autonomia, dovranno comprendere la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado e avere non meno di mille alunni. 

 Marco Montini